Novità per chi guida un veicolo con targa estera in Italia

RicorsoMulta.net ha già dedicato un articolo approfondito alla spinosa questione della guida di veicoli con targa estera in Italia derivante dal decreto sicurezza emanato a fine 2018.

Se desideri approfondire l’argomento, leggi l’articolo completo seguendo questo link:
https://www.ricorsomulta.net/decreto-sicurezza-novita-per-chi-guida-in-italia-un-veicolo-con-targa-estera/

Una nuova circolare del ministero modificherà profondamente la normativa

Molti stranieri potranno a breve tornare a guidare il proprio veicolo in Italia se hanno la residenza “normale” oppure “temporanea”: le modifiche in arrivo saranno proprio relative alle più rilevanti lamentele ricevute in questa prima parte dell’anno 2019 da parte di cittadini con collegamenti di lavoro all’estero.

Sono infatti in arrivo Imminenti modifiche alla normativa relativa alla guida con targa estera in Italia.

In attesa delle modifiche definitive, che per ora sono state soltanto annunciate e promesse da una semplice circolare del ministero, vediamo cosa sono queste particolari forme di residenza che potranno in molti casi consentire nuovamente la guida in Italia dei veicoli con targa estera.

Per intanto deve essere tenuto presente che, come annunciato, la promessa variazione interesserà soltanto le persone aventi residenza all’estero che lavorano o collaborano in modo stagionale con imprese aventi sede in Italia e che hanno in Italia la residenza “normale” o la residenza “temporanea”.

Secondo la circolare del ministero le multe verso questi cittadini vengono sospese da subito in attesa dell’uscita della nuova legge.

Facciamo quindi subito un po’ di chiarezza su questi tipi di residenza che consentono di guidare nuovamente da subito.

Residenza

Per residenza si considera il luogo dove la persona ha la dimora abituale (è il caso di quasi tutti i cittadini italiani).

Residenza “normale”

Per residenza normale in Italia si intende il luogo in cui una persona dimora abitualmente, per almeno 185 giorni all’anno, per interessi personali e professionali o per interessi personali che indicano stretti legami tra la persona e il luogo.

Possono bastare anche interessi personali a condizione che la persona vi ritorni regolarmente oppure quando una persona effettua un soggiorno in Italia per l’esecuzione di una missione a tempo determinato.

Si considera residenza normale anche il possesso della qualifica di studente in Italia per almeno sei mesi all’anno.

Residenza temporanea

Possono chiedere la residenza temporanea le persone che dimorano in Italia da non meno di 4 mesi e non vi hanno ancora fissato la dimora abituale.

E’ prevista la iscrizione in un apposito registro comunale.

Può essere emessa un’attestazione che certifica l’effettiva iscrizione tra i residenti temporanei ma la Residenza Temporanea può essere anche autocertificata direttamente dall’interessato al fine della iscrizione nel registro.

Per richiedere la residenza temporanea occorre essere cittadini italiani con residenza in un altro comune o cittadini italiani iscritti nell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE).

Occorrerà però esaminare in dettaglio il testo effettivo del provvedimento annunciato che verrà emesso per essere davvero certi che i titolari di residenza temporanea o residenza normale in Italia possano ritenersi d’ora in poi esclusi dalla rigida normativa delle targhe estere in esame.

Quando saranno disponibili notizie certe in merito alle modifiche annunciate RicorsoMulta.net ne darà tempestiva comunicazione.

RicorsoMulta.net sostiene i diritti di tutti i cittadini contro le ingiustizie.

Se desideri approfondire l’argomento della guida di veicoli con targa estera in Italia, leggi l’articolo
Decreto sicurezza: novità per chi guida in Italia un veicolo con targa estera

13 thoughts to “Novità per chi guida un veicolo con targa estera in Italia”

  1. Sono residente in Italia da 20 anni posso guidare una macchina targa straniera intestata in Romania a nume di mia madre qualle mia fatto un contratto di comodato

    1. Al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/ sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da lei indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
      Il c.d. Decreto Sicurezza infatti prevede alcuni esoneri relativi al suo caso che cosi possono essere riassunti:
      1) veicolo concesso in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva;
      2) comodato del veicolo (come viene frequentemente concesso perché possa essere utilizzato anche fuori dall’orario di lavoro) ma soltanto se concesso a dipendenti della società estera e non a parenti.

      Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole ma ad oggi non del tutto scontata.

      A tale scopo richiamiamo naturalmente tutte le argomentazioni già indicate da RicorsoMulta.net nello specifico argomento del nostro blog
      https://www.ricorsomulta.net/decreto-sicurezza-novita-per-chi-guida-in-italia-un-veicolo-con-targa-estera
      al quale rimandiamo.
      Quando saranno disponibili notizie certe in merito alle modifiche annunciate RicorsoMulta.net ne darà tempestiva comunicazione.

  2. Ciao sono un cittadino con doppia cittadinanza Italo-rumena è vorrei sapere se ce una lege che mi impedisce avere in proprietà o di guidare una vettura immatricolata in romania avendo doppia residenza sia in romania che in Italia,grazie mille!

    1. Allo stato attuale della normativa il Ministero ha fornito una interpretazione restrittiva per chi ha doppia residenza: anche la sola presenza nei registri anagrafici italiani (pur se accompagnata dalla residenza anche in un altro stato estero) comporta le violazione della norma: le sanzioni previste quindi si applicano anche a chi, come nel suo caso, ha inoltre residenza estera.
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    2. Grazie mille per la vostra risposta ma come ben sappiamo,la legge non dovrebbe essere interpretata,ma bene fatta,UN INDIVIDUO CON DOPPIA CITTADINANZA, DOPPIA RESIDENZA ANCHE FISCALE DOVREBBE AVERE IL DIRITTO DI POSSESSO E USO PER DI PIU CHE SIAMO IN UE ……..SAREI CURIOSO DI SAPERE CHE DICE LA COMUNITÀ EUROPEA IN QUESTO RIGUARDO ( CHI A DOPPIA CITTADINANZA) SE NON SBAGLIO NESSUN STATO NELLA SUA COSTITUZIONE NON DICE DI RINUNCIARE A LA SUA RESIDENZA, CITTADINANZA,BENI O ALTRE COSE PER USUFRUIRE DI UN DIRITTO DI POSSESSO, PROPRIETÀ…… GRAZIE UN’ALTRA VOLTA PER LÀ VOSTRA PAZIENZA.

      1. RicorsoMulta.net concorda con la tua segnalazione: queste rilevanti anomalie del Decreto Sicurezza sono già state sollevate sia in diverse interrogazioni scritte alla Commissione Europea sia dal Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari, Pierre Moscovici, il quale ha precisato che la Commissione intende indagare sul caso italiano delle targhe estere ed è probabile che venga avviata una procedura d’infrazione qualora il decreto sicurezza su tale punto dovesse risultare non compatibile con il diritto dell’Unione Europea. Il motivo, come indicato dall’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann, sussisterebbe apparendo il decreto italiano palesemente malfatto: per questi motivi l’Unione europea dovrebbe aumentare la pressione sull’Italia per introdurre immediatamente i miglioramenti necessari.
        Alla eventuale sospensione del provvedimento potrebbe conseguire il suo annullamento se dall’intervento della Commissione Europea dovessero intervenire modifiche al provvedimento così come attualmente in vigore.
        La questione resta però attualmente sottoposta alla valutazione del Giudice di Pace in caso di ricorso in prima istanza ed in seguito alle eventuali conclusioni della commissione Europea.
        Al momento attuale ed allo stato della norma è del tutto sconsigliabile ad una persona residente (anche) in Italia guidare nel paese un veicolo con targa estera.
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  3. Il 1 ottobre 2019 sono rientrato da Stoccarda con l auto di mio zio tedesco, deceduto, auto con targa tedesca, io sono un cittadino italiano . Il pra tedesco mi ha rilasciato un documento a mio nome per guidare l auto in Italia per 60 GG. Non posso ancora fare la reimmatricolazione in quanto non sono concluse le successioni . Vorrei sapere è sufficente fermare il mezzo e aspettare l eredità e poi immatricolarlo. Grazie

    1. La soluzione prospettata risolve certamente l’eventuale problema da te segnalato alla radice: se l’auto non circola, non vi è quindi alla guida un cittadino residente in Italia, non vi è nessuna violazione della norma sulle targhe estere!

  4. Io lavoro e abito in germania da meta novembre ho fatto la richiesta all’ aire, accettata alla farnesina e ambasciata e ora in carico al mio municipio a Roma (come scritto nel protocollo).
    Ora se torno in italia con la mia auto tedesca x natale ,e mi fermano bastano le fotocopie che ho con me?
    1) se viene fatta un controllo la mia patente italiana ha residenza in italia (idem la carta di ID)
    il passaporto non ha menzione di residenza
    2) la registrazione all aire ha dei tempi a volte lunghi e la residenza continua ad essere in essere in italia
    come comportarsi?
    Grazie in anticipo per la risposta e grazie per la vostra attivita’

    1. Nessun problema per gli iscritti all’AIRE perchè sono considerati residenti all’estero e non in Italia.
      Qualora durante un controllo su strada questa circostanza non risultasse occorrerà esibire la relativa documentazione di avvenuta iscrizione (e non solo la ricevuta di avvenuta presentazione della domanda con iter amministrativo ancora da concludere)
      Se la iscrizione all’AIRE è in corso ma non è ancora avvenuta è davvero sconsigliabile sperare su una interpretazione benevola del controllore stradale (alla quale interpretazione benevola non è affatto tenuto).

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