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Ricorso multa semaforo rosso: i motivi validi per procedere!

E’ un spiacevole situazione che può accadere a tutti gli automobilisti: un attimo di distrazione e voilà, ecco servita una bella multa per semaforo rosso con la necessità di valutare un ricorso!

Eppure eravate stati attenti, stavate guidando con prudenza, ma il semaforo è scattato sul rosso all’improvviso in modo del tutto inaspettato, il giallo è durato pochissimo e un inflessibile tutore dell’ordine, o una altrettanto spietata telecamera, non vi ha lasciato scampo.

Ma è stato davvero tutto regolare?

E’ ancora possibile fare qualcosa per salvare il portafoglio da una multa salata (anzi, in molti casi più di una,  come scoprirete proseguendo a leggere) e non perdere i punti della patente?

Certo che si!

In questo articolo andremo a vedere nel dettaglio come e quando è possibile fare ricorso quando si è vittima di una sanzione ingiusta per passaggio con semaforo rosso.

Cosa prevede la norma per il passaggio con semaforo rosso?

La sanzione amministrativa prevista

La norma che viene contestata in questo caso è quella dell’art. 146, comma III, del Codice della Strada il quale stabilisce che si incorre in questa violazione quando si procede all’attraversamento di un incrocio con semaforo proiettante luce rossa:

Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell’agente del traffico vietino la marcia stessa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 162 a euro 646.

Mica male, vero?

Fate attenzione perchè con l’espressione “proseguire la marcia” si intende anche solo un limitato superamento della linea trasversale che delimita l’inizio dell’incrocio; non c’è bisogno di arrivare al centro della intersezione stradale: se il semaforo è scattato sul rosso siete nei guai.

Si perdono anche i punti patente

Come se non bastasse interviene anche la perdita di 6 (sei!) punti patente.
Consulta la Tabella dei punti patente sul sito ACI.

E non è ancora finita. Una volta subita una multa per semaforo rosso il povero automobilista vivrà nel terrore di incappare di nuovo nella stessa infrazione (magari per un semaforo non ben visibile) perchè in questo caso la patente viene sospesa come è purtroppo previsto dall’art. 146, comma III bis, del Codice della Strada che così stabilisce:

“Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi….”

Questa ulteriore sanzione (perché di un’altra sanzione si tratta) è particolarmente odiosa dato che può arrivare al malcapitato del tutto di sorpresa: pochi sono a conoscenza del fatto che dopo avere pagato la sanzione del primo verbale (ed avere anche perso 6 punti della patente) la questione non è definitivamente chiusa, ma che rimane questa pendenza protratta per i due anni successivi.

Questo accade perché sul verbale non compare nessun avviso a riguardo.

In questo caso viene anche meno l’effetto deterrente della futura sanzione con la conseguenza che, non sapendo di dover stare molto attenti per i successivi due anni, risulterà più facile ricadere nuovamente nella stessa infrazione.

Per chi invece conosce già che questa pendenza lo accompagnerà per i prossimi due anni è facile immaginare la successiva angoscia durante la guida nei due anni successivi per il timore di superare nuovamente un semaforo rosso ed avere la patente sospesa per almeno un mese o anche di più.

Se non siete stati fermati dovete anche comunicare i dati del conducente

Se l’automobilista non è stato fermato per la contestazione e per la consegna del verbale il proprietario sarà identificato dalla targa, riceverà a casa la multa (entro 90 giorni altrimenti la multa non è valida) e dovrà comunicare entro 60 giorni dal ricevimento i dati personali e della patente dell’effettivo conducente pena un’altra multa da euro 284 a euro 1.133.

Per maggiori informazioni sulla comunicazione dei dati del conducente e su chi perde i punti tra conducente e proprietario, trovi tutto all’interno della Guida sui punti patente di RicorsoMulta.net.

Come difendersi da una multa per semaforo rosso?

Dovrebbe ormai apparire evidente l’importanza di difendersi al momento in cui si riceve il primo verbale per semaforo rosso perché se non fate nulla a vostra difesa e pagate la multa (contenti voi…) quando sarete fermati e identificati per la seconda volta non ci sarà più nulla da fare e la sospensione della patente arriverà inesorabile.

Potete essere stati fermati dagli agenti appostati in agguato oppure rilevati da una telecamera.

Se è un  agente a contestare l’infrazione

In questo caso è essenziale presentare subito tutti gli elementi a vostra difesa e chiedere che siano inseriti nel verbale (torneranno molto utili in seguito): dovrete forse insistere perchè sovente gli agenti tendono a non farlo, dicono che non è importante, ecc. ma è un vostro diritto e su questo occorre essere assolutamente fermi e decisi.

I motivi a discolpa da inserire nel verbale possono essere i seguenti:

  • le condizioni del traffico non hanno consentito di sgomberare l’incrocio prima dello scattare del colore rosso;
  • il ricorrere di uno stato di necessità (ad esempio un’urgenza medica o di altro tipo);
  • un pericolo proveniente da tergo (ad esempio un camion che ti incalzava vicinissimo);
  • la posizione lontana o laterale dell’agente che ha impedito una sua reale percezione del colore semaforico (ad esempio il vigile dalla sua posizione potrebbe avere male interpretato le sequenze semaforiche del posto).

Se anche nella comprensibile emozione dell’incontro con il vigile non siete del tutto precisi è comunque importante che le vostre dichiarazioni vengano in ogni caso riportate: in questo modo si potranno fin da subito presentare gli elementi di difesa al verbalizzante il quale avrà la possibilità di accoglierli (e magari lasciarvi andare senza verbale) oppure di procedere comunque con il verbale a vostro carico.

Si deve anche subito dire che se veramente siete transitato con il rosso e non vi sono validi elementi a vostra difesa  non vi sarà molto da fare perchè in ogni caso le attestazioni del vigile possono avere un valore decisivo se non siete in grado di contestarle validamente.

Se sono state le famigerate telecamere a rilevare il semaforo rosso

Si tratta del caso più comune vista la grande diffusione delle apparecchiature automatiche per rilevare i transiti con il semaforo rosso.  Esamineremo nel dettaglio i diversi casi perchè si presentano diverse situazioni poco chiare o ambigue che lasciano ampio spazio a legittime contestazioni in sede di ricorso.

Le norme non sono sempre osservate dai comuni

Premettiamo subito che molti comuni non osservano minimamente quanto stabilito dalla Corte di Cassazione in merito ai limiti di utilizzo degli apparecchi per la rilevazione elettronica delle infrazioni: inevitabile in questi casi la emissione di verbali del tutto illegittimi e quindi facilmente annullabili.

Fatta questa premessa vediamo quali sono in dettaglio i motivi validi per presentare ricorso contro il verbale e vincerlo ottenendo il suo annullamento; questo in particolare quando l’infrazione è stata rilevata utilizzando apparecchi di rilevamento automatico.

Si tratta davvero del caso più diffuso che funziona in questo modo: all’incrocio è presente una telecamera automatica (che sia visibile o meno in questo caso non importa, basta che sia segnalata la rilevazione) la quale scatta una o più fotografie del vostro veicolo al momento in cui transitate sulle fibre di rilevazione inserite sul manto stradale, in particolare fotografando la targa in modo che in seguito il verbale possa essere notificato al proprietario nella residenza registrata al PRA (Pubblico registro Automobilistico).

I principali casi su cui basare il ricorso per multa semaforo rosso

Andiamo ad esaminare i casi principali in cui si verificano imprecisioni ed errori nell’interpretazione o nell’applicazione di quanto previsto dalla legge e per i quali di conseguenza vi sono motivi concreti ed evidenti su cui basare un ricorso e vincerlo.

1 – Passaggio con il rosso preceduto dal giallo

La presenza del semaforo giallo si presta per vostra fortuna ad interpretazioni soggettive dei verbalizzanti che possono essere validamente contestate.

Il colore del semaforo che diventa rosso quando state transitando è infatti normalmente preceduto dal semaforo giallo e qui le cose già si fanno più sfumate nelle interpretazioni che si possono fare perchè l’art.41, comma 10, del Codice della Strada stabilisce:

Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l’arresto, a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell’accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l’area di intersezione con opportuna prudenza.

Perchè diciamo che le cose già si fanno più sfumate e si possono interpretare sovente a vostro favore?

Perché appare chiaro che se ci viene contestato di avere attraversato con il rosso, ma invece il semaforo era ancora giallo interviene a nostra possibile difesa il fatto che non fossimo più in condizioni di arrestarci in condizioni di sufficiente sicurezza e che la multa può essere stata applicata in modo ingiusto.

E’ infatti la legge stessa a fornire un’ipotesi di possibilità legittima di attraversamento con il semaforo divenuto nel frattempo di colore rosso: possiamo continuare ad attraversare l’incrocio e proseguire nella nostra strada quando, anche se il semaforo era giallo e poi ovviamente nel frattempo è diventato rosso, in tutti quei casi nei quali risultava più prudente proseguire per sgombrare l’incrocio invece che frenare all’improvviso con il pericolo evidente di essere ad esempio tamponati dal veicolo che ci sta seguendo.

In questi casi, come sempre accade, sul verbale nulla viene indicato in riferimento a quali siano state le condizioni di potenziale pericolo che ci hanno indotto comunque a proseguire, perché dalle semplici fotografie dell’infrazione queste condizioni non possono mai (o almeno quasi mai) essere rilevate (e se ci sono il verbalizzante è probabile che si guardi bene dallo scriverlo!)

La difesa del conducente, dalle quali deriva la sua mancanza di colpa e di responsabilità, può fare valido ed efficace affidamento su questi fattori anche se ad un primo superficiale esame appaiono apparentemente di basso o nullo rilievo:

  1. un’ambulanza che arrivava da tergo con la sirena o con i lampeggianti inseriti che ci ha costretti a proseguire,
  2. un veicolo che arrivava da tergo che stava per tamponare il nostro mezzo,
  3. un attraversamento improvviso di un animale o di un passante o di un bambino che ha costretto ad una manovra anomala,
  4. un pericolo ritenuto tale per la caduta di oggetti,
  5. la ormai troppo ridotta prossimità del veicolo con la linea di arresto.

E’ importante notare che tutti questi elementi possono certamente essere provati anche con testimoni che si trovavano sul posto o anche a bordo del vostro veicolo.

Non trascurate questo aspetto perché anche solo un testimone può diventare determinante in fase di ricorso!

Dall’esame degli argomenti di difesa sopra indicati può emergere chiaramente che nel verbale queste circostanze non sono state affatto considerate essendo stato redatto soltanto in seguito alla visione delle fotografie che difficilmente possono riportare tali elementi.

In questi casi non si nega di essere passati con il rosso, ma ci si difende rilevando che sul verbale è stata indicata soltanto una verità incompleta.

L’esame delle semplici fotografie infatti non consente di provare le circostanze in cui si è trovato l’automobilista il quale, in pochissimi secondi, ha dovuto decidere se fosse meno pericoloso arrestare bruscamente l’automobile (rischiando ad esempio un probabile tamponamento o altri danni) o proseguire comunque la marcia (con l’attenzione a non urtare contro i veicoli che arrivano dalle altre strade dell’incrocio).

In questo caso quello che viene richiesto al Giudice è sostanzialmente di valutare la difesa del conducente e di eventuali testimoni presenti sul luogo dell’infrazione contro le considerazioni dei verbalizzanti che dei reali fatti nulla hanno potuto vedere o riscontrare direttamente.

La decisione di procedere comunque con il semaforo giallo, poi divenuto rosso in seguito, appare quindi certamente da valutare positivamente a favore dell’automobilista anche in considerazione della durata del semaforo giallo (che sui verbali non viene quasi mai riportata) la quale non consente quasi mai di arrestare tempestivamente il veicolo in sicurezza.

Su questo punto si deve subito evidenziare che la Cassazione purtroppo ha recentemente negato la rilevanza della durata del semaforo giallo (1, 2 o 3 secondi non importa, è davvero strano ma è così, con l’Ordinanza 567/2019 della Cassazione sono stati dichiarati non necessari neppure i 3 secondi stabiliti con la sentenza n.27348 del 23 dicembre 2014) ma la stessa durata semaforica può in ogni caso ancora oggi essere indicata come elemento di fatto discriminante della responsabilità effettiva del conducente e del suo comportamento conforme alla massima sicurezza possibile.

Appare ancora oggi di rilievo considerare le caratteristiche del luogo e quale sia la velocità alla quale giungono i veicoli nell’incrocio per determinare la minima durata del semaforo giallo anche se tale durata non è stabilita da alcuna norma: la decisione è ancora una volta lasciata alla valutazione del Giudice che deciderà sul ricorso.

Si deve infatti sempre fare riferimento alla norma generale di esonero dalla responsabilità, valida in particolare nel caso delle multe, stabilita dalla legge 689 dell’anno 1981 (è la legge basilare in materia di sanzioni amministrative come le multe) la quale, in particolare per i casi che stiamo esaminando, stabilisce:

Art. 3 Elemento soggettivo

Nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa.

Nel caso in cui la violazione è commessa per errore sul fatto, l’agente non è responsabile quando l’errore non è determinato da sua colpa.

Art. 4 Cause di esclusione della responsabilità

Non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.

Si ricordi che ad esempio  un pericolo incombente rappresenta sempre uno stato di necessità ed ancora che secondo l’importantissimo

Art. 23 Giudizio di opposizione

Il giudice accoglie l’opposizione quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell’opponente.

Ricordate di chiedere sempre la copia delle fotografie

Sono moltissimi i ricorsi vinti contestando che dalle fotografie non si rileva con precisione la infrazione contestata!

2 – La gestione dell’apparecchiatura

La Corte di Cassazione è ripetutamente intervenuta in favore dell’automobilista multato dal semaforo rosso anche in altre occasioni, tutte importanti e significative, per quanto riguarda il modo in cui le apparecchiature sono effettivamente utilizzate.

La infrazione non è stata contestata subito sul posto

Fin dall’anno 2005 la Cassazione ha stabilito che:

  1. la mancata contestazione immediata dell’attraversamento con il semaforo rosso (l’infrazione non è stata contestata subito proprio perchè è stata rilevata in seguito esaminando le fotografie) non consente l’esame di tutte le possibili situazioni che in tali casi possono verificarsi;
  2. soltanto l’esame di un agente presente sul posto può consentire la corretta applicazione delle norme in materia di semafori;
  3. in assenza di agenti sul posto non è possibile esaminare e valutare le concrete situazioni di operatività dell’apparecchio automatico consentendo possibili equivoci che non possono evitarsi con sicurezza a causa appunto della assenza di valutazioni dirette degli agenti in quanto non presenti sul posto.

Su questo punto (la presenza degli agenti sul posto dove si trova l’apparecchiatura automatica) la Corte di Cassazione ha sempre tenuto un orientamento granitico e consolidato confermato in seguito da altre sentenze (23084/2009 e n. 27414/2009 tra le altre) nelle quali è chiaramente affermato che l’attraversamento del semaforo a luce rossa, rilevato solo con apparecchiature fisse senza la presenza degli agenti accertatori quantomeno si presta a possibili errori.

Ma c’è di più:

questa Corte – con indirizzo costante (Sez. II, 11 aprile 2006, n. 8465; Sez. II, 11 gennaio 2008, n. 558) – ha precisato che, in tema di violazioni del codice della strada, le condizioni che in caso di rilevamento della velocità a mezzo di apparecchiatura tipo autovelox consentono la contestazione differita dell’infrazione non ricorrono nella diversa ipotesi in cui l’attraversamento di un incrocio con luce semaforica rossa sia constatato a mezzo di apposita apparecchiatura fotografica. Infatti, in quest’ultimo caso l’assenza non occasionale di agenti operanti non appare consona all’utilizzazione di un apparecchio di rilevamento automatico, né appare superabile alla luce del disposto dell’art. 384 regolamento di esecuzione del codice della strada, atteso che tale norma è di natura regolamentare e secondaria rispetto alla disposizione legislativa, che prevede comunque come regola generale la contestazione immediata, e non contempla affatto l’assenza di agenti sul posto. D’altra parte, l’istituzionale rinuncia alla contestazione immediata non è conforme alle possibili situazioni che in tali evenienze possono verificarsi (come ad es. nel caso di coda di veicoli che non consenta al mezzo che abbia legittimamente impegnato l’incrocio di attraversarlo tempestivamente) e che solo la presenza di un agente operante “in loco” può ricondurre nell’alveo della corretta applicazione delle disposizioni relative (Cass. 27414/2009)”.

si ricordi che queste situazioni di fatto possono sempre essere invocate a vostra difesa.

3 – L’omologazione della telecamera collegata al semaforo negli incroci

Praticamente sempre chi attraversa un incrocio con il semaforo rosso viene “beccato” da dispositivi elettronici che scattano la fotografia dei veicoli che oltrepassano la linea di arresto con il semaforo rosso.

Sul verbale deve essere indicata l’apparecchiatura utilizzata perchè soltanto se si conosce quale apparecchiatura è stata utilizzata è possibile verificarne il corretto impiego.

In primis queste apparecchiature devono essere omologate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma sovente la omologa manca oppure è irregolare soprattutto perchè non ripetuta nel tempo oppure non viene prodotta come prova nel giudizio davanti al Giudice di Pace (questo in particolare è un caso frequentissimo!).

I dispositivi di questo tipo più sovente  utilizzati sono di tre tipologie:

  • Traffiphot III SR (decreto di omologa 4130/2004);
  • T-Red ( decreto di omologa 3458/2005);
  • Photored F17A ( decreto di omologa 1130/2004).

Ed ecco un potente ed efficacissimo argomento di difesa: i decreti di omologa prevedono per ciascun dispositivo i termini di utilizzo di tali apparecchi e stabiliscono precise e specifiche condizioni di impiego.

Qualora venisse presentato ricorso contro un verbale per semaforo rosso sarà onere della pubblica amministrazione dimostrare che la rilevazione è stata effettuata correttamente in particolar modo per quello che riguarda il corretto impiego del dispositivo e con la scrupolosa osservanza delle modalità previste dal decreto di omologazione.

Su questo punto specifico sono migliaia i verbali annullati dai Giudici di Pace prima e fino alla Cassazione poi in accoglimento di queste eccezioni.

Le condizioni da osservare

Se si usa il modello Traffiphot III SR per il suo utilizzo devono essere rispettate queste condizioni:

  • utilizzo disgiunto delle due funzioni rispettivamente di misurazione della velocità e di transito con il semaforo rosso (questo apparecchio le può misurare entrambe); vuol dire che velocità e semaforo rosso non possono essere rilevate insieme;
  • la prima spira di rilevazione deve essere installata immediatamente prima della linea di arresto e la seconda oltre la linea di arresto, le due spire possono essere installate entrambe dopo la linea di arresto soltanto se la attivazione della rilevazione avviene dopo almeno un secondo dallo scatto del colore rosso;
  • la energia di alimentazione deve essere di non oltre 190 ws se il flash di rilevazione ha il colore arancio e di non oltre 160 ws se il flash di rilevazione ha il colore rosso (questa specifica non viene quasi mai documentata in sede di ricorso);
  • se la rilevazione avviene in modo automatico (quando non c’è il personale sul posto) devono essere effettuate annualmente le verifiche di corretta funzionalità e di taratura e la documentazione deve essere conservata (ed esibita in giudizio quando necessario) per minimo cinque anni.

Se si usa il modello T-red per il suo utilizzo devono essere rispettate queste condizioni:

  • la prima fotografia deve inquadrare e riprodurre la linea di arresto prima della intersezione;
  • il montaggio della apparecchiatura deve avvenire con l’utilizzo di strutture di sostegno e fissaggio sufficientemente robuste e protette (quindi niente apparecchi volanti e simili);
  • se la rilevazione avviene in modo automatico (quando non c’è il personale sul posto) devono essere effettuate annualmente le verifiche di corretta funzionalità e di taratura e la documentazione deve essere conservata (ed esibita in giudizio quando necessario) per minimo cinque anni.

Se si usa il modello Photored F17A  per il suo utilizzo devono essere rispettate queste condizioni:

  • deve essere installato in modo fisso e con posizione adeguatamente protetta in modo da non poter essere manomesso o oscurato con facilità;
  • la documentazione fotografica deve riprodurre la panoramica dell’incrocio e la luce semaforica che regola l’incrocio;
  • devono essere prodotti almeno due fotografie per ogni infrazione delle quali la prima al momento del superamento della linea di arresto e l’altra con il veicolo fotografato circa al centro dell’incrocio;
  • la seconda fotografia deve avvenire dopo la prima con un intervallo temporale fra i due scatti in funzione della velocità del veicolo o delle caratteristiche dell’incrocio;
  • sulle fotografie devono essere riportate in sovraimpressione la località, la data e l’ora dell’infrazione;
  • l’apparecchiatura deve entrare in funzione in tempo successivo dall’inserimento del colore rosso del semaforo;
  • se la rilevazione avviene in modo automatico (quando non c’è il personale sul posto) devono essere effettuate annualmente le verifiche di corretta funzionalità e di taratura e la documentazione deve essere conservata (ed esibita in giudizio quando necessario) per minimo cinque anni.

Cosa sono le verifiche per attestare il corretto funzionamento e chi le deve eseguire

In sede di ricorso sarà quindi utilissimo eccepire e chiedere che sia prodotta da parte della pubblica amministrazione tutta la documentazione relativa alla manutenzione, alle verifiche, alla omologa e alla taratura iniziale e periodica di cui è stata oggetto l’apparecchiatura espressamente per lo specifico modello e per il numero di matricola dell’apparecchio riportato sul verbale.

Nel caso, molto frequente, che la documentazione sopraindicata risultasse predisposta dallo stesso produttore della apparecchiatura oppure, caso analogo, da azienda incaricata della manutenzione, dell’installazione e/o distribuzione della medesima apparecchiatura risulterà di particolare rilievo  contestare la violazione della indipendenza dei soggetti incaricati della verifica della apparecchiatura medesima: infatti l’art. 2 del D.M. del 10/12/2001 – Ministero delle Attività Produttive quando prevede la verificazione periodica degli strumenti di misura stabilisce che i laboratori incaricati della verifica periodica siano indipendenti e non ricorrano quindi rapporti commerciali, finanziari e societari con gli utenti delle apparecchiature verificate (la Pubblica Amministrazione che ha inviato il verbale di contestazione del semaforo rosso).

4 – Occorre che vi sia la delibera comunale per l’installazione

Un caso che è stato recentemente deciso con successo dei ricorrenti nelle aule giudiziarie è quello relativo alla esistenza o meno della autorizzazione della Giunta Comunale alla installazione del sistema di rilevazione automatica delle infrazioni semaforiche.

In tutti questi casi, che sono centinaia se non migliaia, è emerso che l’apparecchiatura destinata a rilevare le infrazioni semaforiche era stata installata ed aveva mietuto moltissime vittime, ma che si trattava di installazioni non autorizzate perché la delibera comunale che tale installazione avrebbe dovuto autorizzare (se manca l’autorizzazione della Giunta Comunale si è in presenza di un abuso e tutto deve essere annullato a cascata, verbali compresi) era inesistente oppure non autorizzava quel tipo specifico di apparecchio oppure semplicemente la delibera comunale non è stata prodotta in giudizio.

In questo modo si è impedita una vera e propria strage di automobilisti multati che hanno visto annullare i verbali ricevuti con in più il rimborso delle spese.

Gli indirizzi della Cassazione sono sempre soggetti a cambiamento

Recentemente la Cassazione ha stabilito che nel caso di attraversamento con semaforo rosso non sarebbe più “necessaria la presenza degli organi di polizia stradale, qualora l’accertamento avvenga mediante rilievo con dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico”. Ma anche qui i motivi di ricorso non vengono meno perchè è stato anche stabilito che le apparecchiature devono essere gestite direttamente dagli organi di polizia stradale (e quindi non essere affidati a terzi, condizione che si verifica frequentemente come già sopra indicato nel caso della manutenzione); è infatti molto diffuso l’affidamento delle telecamere a enti privati e in quanto tali la rilevazione e la successiva multa non sono consentite.

Non si devono inoltre dimenticare i motivi di difesa comuni a tutti i verbali

  1. notifica della multa oltre 90 giorni dalla rilevazione del passaggio col rosso (il termine scade quando la notifica è consegnata alla posta per la notificazione);
  2. errore nella indicazione dell’ora e della data dell’infrazione;
  3. errore nella indicazione del luogo dove è avvenuta l’infrazione;
  4. errore nella indicazione degli altri dati rilevanti per l’infrazione sul verbale.

per i quali vi rimandiamo al nostro articolo specifico.

 

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