Decreto sicurezza: novità per chi guida in Italia un veicolo con targa estera

Il decreto sicurezza emanato a fine 2018 dal governo Italiano, tra le numerose disposizioni, presenta diverse importanti novità che interessano tutti i cittadini residenti in Italia che guidano sul territorio Italiano un veicolo con targa straniera.

In questo articolo illustreremo come a partire dal gennaio 2019, guidare un veicolo di targa estera in Italia diventa una questione decisamente complicata e può diventare addirittura impossibile per i cittadini con residenza Italiana!

Sei solito circolare con un veicolo con targa straniera, magari in leasing o in prestito da un amico o un parente?

Ti consigliamo di approfondire la questione per avere un’idea chiara sulle normative vigenti, comprendere le novità previste dal recente decreto sicurezza e non incorrere in spiacevoli conseguenze.

Continua a leggere e scoprirai come è cambiata la legge che riguarda i veicoli di targa estera sul territorio Italiano ed i motivi per i quali è stata cambiata, ma soprattutto in questo articolo scoprirai come evitare di incorrere in sanzioni e come difenderti se per caso sei già stato multato per questa irregolarità.

I vantaggi del circolare in Italia con targa estera

I veicoli con targa straniera sulle strade italiane sono moltissimi, soprattutto se considerati in proporzione al numero di cittadini stranieri residenti in Italia. Si stima che il numero complessivo sia addirittura superiore a 5 milioni di veicoli.

Da cosa deriva questa anomalia che non si verifica (o si verifica in misura minima) negli altri paesi della Comunità Europea?

Circolare regolarmente in Italia con un veicolo con targa estera presenta dei notevoli vantaggi economici e pratici.

L’immatricolazione straniera dell’auto infatti consente di ridurre di molto il costo del bollo auto e dell’assicurazione e permette inoltre di sfuggire facilmente al pagamento delle eventuali multe derivanti dalla circolazione.

La forte riduzione dei costi è possibile se si considera ad esempio che in Germania o Spagna il bollo di circolazione, secondo il tipo di veicolo, può costare meno del 10% di quanto si paga in Italia (meno di un decimo!) oppure che ad esempio in paesi come Romania e Bulgaria (che hanno una densità di circolazione molto inferiore alla nostra) le assicurazioni RC hanno un costo decisamente inferiore al costo di una assicurazione italiana: circa da 100 a 150 euro complessivi!

Si tratta di dati che effettivamente possono fare infuriare tutti noi automobilisti Italiani! Non trovate?

Quindi a nostro avviso la causa scatenante di questa anomalia va senz’altro cercata nei costi veramente eccessivi e non in linea con il resto delle altre nazioni europee di bollo e assicurazione che possono indurre alcuni ad approfittarne dotandosi di un veicolo con targa straniera.

Anche la possibilità di sfuggire ad eventuali multe del codice della strada risulta particolarmente vantaggiosa se si considera che le stesse ben difficilmente vengono riscosse nei confronti di un veicolo straniero, perché vi sono enormi difficoltà per le notifiche e le autorità sono spesso indotte a non procedere.

Un ulteriore vantaggio deriva dalla possibilità di guidare un veicolo di alta cilindrata o di lusso senza incorrere nel famigerato redditometro fiscale che tartassa invece il normale cittadino che, in virtù dell’auto che possiede, viene considerato dal fisco detentore di redditi a volte stratosferici.

I casi più comuni di guida con targa estera

Come è stato possibile per molte persone usufruire di questi vantaggi fino ad oggi?

Le modalità per approfittare di questa situazione fino al dicembre 2018 sono state sostanzialmente due:
. l’utilizzo di un’auto immatricolata all’estero, di proprietà o in prestito da amici o parenti;

. l’utilizzo di un veicolo in leasing da società estera.

Veicolo immatricolato all’estero

Il caso più diffuso che fino a dicembre 2018 ha consentito a molti automobilisti residenti in Italia di usufruire di tutti i vantaggi derivanti dal guidare regolarmente un veicolo di targa estera è l’utilizzo di un veicolo immatricolato all’estero e di proprietà di un cittadino straniero.

Un caso tipico è stato senz’altro quello di cittadini stranieri residenti in Italia che guidavano regolarmente un veicolo in prestito da un parente residente all’estero.
Addirittura poteva capitare che un cittadino (di nazionalità Italiana o straniera non fa differenza) acquistasse un veicolo in Italia, provvedesse subito all’esportazione all’estero (o almeno alla dichiarazione dell’intenzione di esportarlo) e alla sua immatricolazione in un paese straniero (intestandolo ad un familiare residente in quel paese) e che godesse fin da subito di tutti i vantaggi di cui sopra, guidando un veicolo con targa estera che di fatto non era mai uscito dall’Italia!

In base alle nuove norme in vigore da gennaio 2019, tutti i cittadini italiani o stranieri residenti in Italia non potranno più mettersi alla guida di un veicolo con targa estera anche se ottenuto in prestito da un amico o da un parente.

Per tutti i motivi analizzati precedentemente, in questo caso la normativa, sebbene non del tutto risolutiva, ci sembra sostanzialmente corretta perché impone a tutti coloro che in precedenza approfittavano della possibilità di guidare un’auto intestata ad un parente di doversi dotare di un auto immatricolata in Italia e di conseguenza di dover sostenere tutti i costi di circolazione che gravano su tutti gli altri automobilisti.

Ci pare però importante notare che alcune situazioni tutto sommato normali sono rese del tutto impraticabili: si pensi ad esempio ad uno studente straniero, residente in Italia, impossibilitato a mettersi alla guida di una macchina con targa estera intestata ad un familiare, oppure ad un qualsiasi cittadino italiano al quale è negata la possibilità di mettersi alla guida, anche solo per pochi minuti, di un’auto in prestito se con targa straniera!

Veicolo in leasing

Un’altra “soluzione” per poter guidare un veicolo con targa straniera sul territorio italiano, che rimane uguale, è sempre la possibilità di guidare un auto in leasing da una società estera.

L’automobilista residente in Italia stipula un leasing con una società estera e potrà circolare liberamente con costi, rischi di multe, tutor, autovelox e accertamenti fiscali ridotti.

Per far fronte a questa situazione il decreto sicurezza del dicembre 2018 non ha previsto nessuna nuova norma.

Andiamo ora nel dettaglio a scoprire quali sono le novità previste dal nuovo decreto.

Veicolo con targa estera in Italia: cosa dice la legge

Per legge un veicolo con targa straniera può restare in Italia per un massimo di un anno dopodiché, se non rientra nel paese originario, deve essere immatricolato in Italia.

Non sempre è però facile per le autorità dimostrare il superamento dell’anno di permanenza perché se ad esempio l’interessato nega questa circostanza, spesso non vi sono prove valide che dimostrino il contrario.

Nelle aule di giustizia è molto raro che i ricorsi con tali difese siano stati respinti ed eventuali sanzioni sono state disposte soltanto quando si è potuto documentare che il veicolo era rimasto in Italia oltre un anno (ad esempio per ripetuti riscontri nei controlli stradali effettuati, per numerose e ripetute infrazioni registrate per quel veicolo, per eventuali lunghe permanenze in officina per riparazioni) o in casi limite, come ad esempio la situazione in cui si è dimostrato che il vero proprietario non aveva nemmeno la patente!

Molto di frequente quindi chi circolava con un’auto straniera riusciva a “farla franca” con tutti i vantaggi che ne derivano.

Quindi, ricapitolando, l’art. 132 del Codice della Strada consente la circolazione in Italia con targa estera per dodici mesi ma, dato che è molto difficile, accertare la data di entrata e di uscita in e dal paese, tutto finisce spesso in un nulla di fatto perché praticamente mai viene effettuato un valido riscontro del transito alla frontiera dei paesi comunitari.

Un tentativo di contrasto viene effettuato quando lo straniero stabilisce la residenza in Italia essendo stato stabilito di presumere (salvo l’esito positivo pressoché costante dei ricorsi che respingono questa presunzione) che l’ingresso in Italia del veicolo di sua proprietà sia avvenuto in quella stessa data ma si tratta di casi minimali nel numero perché ad esso sfuggono sempre sia gli stranieri che non trasferiscono la residenza in Italia sia gli italiani, anche mai vissuti all’estero, che guidano auto straniere in leasing o noleggio magari con offerte trovate persino su internet da parte di società estere compiacenti che offrono questo tipo di “servizio”.

Il risultato che costantemente si verifica è che quasi sempre un’auto immatricolata all’estero circola senza problemi in Italia per periodi anche ben oltre l’anno ed è molto difficile trovarla e fermarla.

Guida irregolare di veicolo con targa straniera: le sanzioni

Una volta dimostrata, se dimostrata, la permanenza superiore all’anno dell’auto con targa straniera sul territorio italiano scatta la sanzione amministrativa da euro 712 a  euro 2.848. L’autoveicolo viene fermato (non può più circolare) e se entro i centottanta giorni successivi non viene esportato o immatricolato in Italia scatta la sua confisca amministrativa (il veicolo diventa di proprietà dello Stato Italiano).

In Italia si effettuano molte confische di automobili, ma non di certo per questo motivo perchè l’interessato fa prima ad esportarlo mantenendone la proprietà ed al limite poi venderlo all’estero.

Le novità dopo il DL 113/2018 Decreto Sicurezza

Dall’anno 2019 è stato effettuato un forte tentativo per contrastare l’irregolarità delle targhe estere ed è stato previsto che chi è residente in Italia da almeno 60 giorni (quindi praticamente tutti i cittadini italiani tranne i residenti all’estero e gli stranieri residenti ma solo se da meno di 60 giorni) non potrà circolare alla guida di un veicolo con targa estera anche se non di sua proprietà e se ad esempio di proprietà di un amico o di un parente che lo abbia solo temporaneamente prestato al conducente italiano.

Soltanto quando il veicolo è concesso in leasing o in locazione da un soggetto estero la sanzione potrà essere evitata, ma esclusivamente se a bordo del veicolo sia conservato, e quindi esibito al momento del controllo, un documento sottoscritto dal proprietario estero del veicolo con data certa, e quindi autenticato, dal quale risultino il motivo e la durata della disponibilità del veicolo.

La nuova modifica quindi non risolve per nulla il caso del leasing o del noleggio da società estera perché richiede soltanto di avere al seguito la documentazione del leasing o del noleggio che ovviamente non sarà difficile da ottenere perché per continuare a fornire questo “servizio” le società estere compiacenti non avranno difficoltà a consegnare anche tale documento.

Le cose invece cambiano e di molto per i furbetti cosidetti “casalinghi” (cioè per chi farà da solo in proprio con l’aiuto di un parente o di un amico esteri) e le difficoltà diventano quasi insormontabili: la guida di un veicolo in Italia anche solo per poco tempo, anche solo alcuni minuti, da parte di un residente in Italia di un’auto con targa estera che non sia in leasing o locazione o anche in comodato da impresa estera (quindi non da un amico, un parente o simili – niente da fare in questi casi) e che sia priva della documentazione probatoria sopraindicata, farà scattare inesorabile la nuova sanzione da euro 712 a euro 2.848 seguita dalla confisca del mezzo (ripetiamo che il veicolo non è più vostro e diventa di proprietà dello stato italiano) se entro i centottanta giorni successivi non viene esportato o immatricolato in Italia.

Si tratta di un reale ed effettivo giro di vite molto pericoloso ed insidioso nel quale molti cadranno in errore anche in modo incolpevole (purtroppo non incapperanno soltanto i furbetti della circolazione ma anche chi non sia stato a conoscenza di non potere più, incredibilmente, nemmeno fare una prova temporanea dell’auto di un amico straniero)!

Se invece quasi tutto è regolare e cioè se il veicolo con targa estera è regolarmente in leasing o in locazione o in comodato nei casi indicati, ma non c’è il documento probatorio, scatterà la sanzione da 250 a 1.000 euro con fermo del veicolo e con l’obbligo di esibizione di questo documento entro 30 giorni pena la ulteriore sanzione da euro 712 a euro 2.848. Come si vede le sanzioni possono arrivare a valanga!

Quando invece il veicolo con targa estera è stato regolarmente introdotto in Italia, quando vi sono cioè i documenti doganali che provano l’ingresso sul territorio nazionale, la circolazione sarà ancora ammessa per 12 mesi  da quella data ma rimane comunque dubbio che questo veicolo con targa estera possa essere guidato da un residente in Italia da oltre 60 giorni. In questo caso viste le sanzioni terrificanti che potrebbero colpire il conducente è meglio non rischiare fino a quando questo aspetto non sarà definitivamente chiarito.

Trascorsi questi 12 mesi il veicolo dovrà essere riportato all’estero oppure immatricolato in Italia: se questo non avviene scatterà la solita multa da euro 712 a euro 3.560 circa, il fermo del veicolo e la ormai solita confisca dopo altri 180 giorni.

In tutti questi casi la sanzione prevista dovrà anche pagarla il cittadino italiano o lo straniero residente (si tratta di una responsabilità in solido) che ha, a qualunque titolo, la disponibilità del veicolo a meno che non provi che la circolazione del veicolo da parte del conducente è avvenuta contro la sua volontà.

Sono attese nuove istruzioni di applicazione di queste modifiche al Codice della Strada  da parte del Ministero degli Interni e della Motorizzazione Civile dato che le nuove norme restano comunque di difficile applicazione pratica e potenzialmente produttive di evidenti possibili ingiustizie e discriminazioni nel caso di conducenti magari solo non informati o del tutto incolpevoli che guidassero veicoli esteri in modo soltanto occasionale: fino a quando tutto questo non sarà chiarito in modo definitivo i ricorsi al Giudice di Pace o al Prefetto potranno essere validamente presentati e magari positivamente accolti.

Per ora basti dire che le norme non sono state accettate pacificamente da tutti: ad esempio l’ambasciatore rumeno in Italia è già intervenuto chiedendo chiarimenti alle autorità italiane ritenendo possibile la discriminazione dei cittadini rumeni in Italia mentre già vengono indicati su internet i possibili trucchi per evitare le nuove norme e sopratutto è stato già sollevato il dubbio che le nuove norme non siano del tutto compatibili con la normativa comunitaria europea…… seguiremo passo passo l’evolversi della questione e vi terremo informati….

89 thoughts to “Decreto sicurezza: novità per chi guida in Italia un veicolo con targa estera”

  1. Legge sbagliata va a colpire e poveri lavoratori di frontiera e 5 milioni di italiani che lavorano all’estero che hanno un auto e rientrano in Italia, e tutti gli automobilisti italiani che guidano una auto estera di un familiare. Legge fatta male di partorita a mezzanotte e senza luce ne candela. Abusi della Lega, povera Italia

    1. Sig. Leonardo colpisce nel segno ed evidenzia i limiti di una legge di emergenza che, in quanto tale, possiede dei limiti evidenti: non dimentichiamo che il decreto sicurezza è stato approvato solo con il voto di fiducia e quindi senza un’adeguata e approfondita discussione in aula.
      La stretta sulle targhe estere appare certamente efficace verso i “furbetti casalinghi” (sono coloro che circolano in Italia con un veicolo intestato ad un parente o ad un amico straniero, ma che palesemente hanno la piena disponibilità del mezzo. Noi di RicorsoMulta.net abbiamo più volte evidenziato nella pagina Facebook gli immediati risultati del decreto sicurezza), ma altrettanto non si può dire che funzioni nei confronti dei “furbetti informati o attrezzati” e cioè coloro che noleggiano o utilizzano in leasing il veicolo da società estere e per i quali in Italia, oltre alla facile esibizione della relativa documentazione, nulla è cambiato rispetto a prima.
      La norma invece colpisce ingiustamente e pesantemente gli incolpevoli (cioè coloro che non possono di certo essere definiti furbetti e che le leggi le hanno sempre rispettate) ed in particolare, come rilevato dall’amico Leonardo, proprio gli italiani che lavorano all’estero e che dispongono di una auto aziendale a loro assegnata dal datore di lavoro estero per la guida della quale sono normalmente autorizzati anche i parenti (la moglie, i figli, i genitori, ecc, che sono residenti in Italia).
      In questo caso si verifica la paradossale situazione secondo la quale i parenti possono guidare l’auto quando si trovano all’estero, ma non la possono guidare in Italia pena le pesanti sanzioni previste.
      Che un italiano non possa guidare un’auto nel proprio paese, ma all’estero si, è certamente una anomalia della legge da eliminare che non si riscontra in alcun altro paese europeo: l’occasione potrebbe essere rappresentata dalle prossime modifiche del Codice della Strada in imminente approvazione da parte del Governo. Si potrebbero ad esempio prevedere specifiche situazioni di esonero (quale quella indicata dal nostro lettore Leonardo) o lasciare al Giudice di Pace l’esame delle situazioni nelle quali nessuna furberia risultasse evidente.
      RicorsoMulta.net intende raccogliere le indicazioni legittime dei lettori come in questo caso e fare da tramite con i nostri rappresentanti nelle sedi competenti al fine di tutelare i giusti interessi. questo senza naturalmente coprire i comportamenti scorretti.

      1. Io trovo discriminatorio e antiticostituzionale vietare ai cittadini italiani guidare auto con targhe straniere. Un fatto e che un cittadino straniero che stabilisce la sua residenza in italia deve cambiare la targa. E anomalo che un cittadino italiano non possa guidare un auto di un parente residente all’estero. Hanno fatto una grande confusione.

        1. Aggiungo ancora sembra a questo punto che avere la residenza estera sia conveniente per tutti. Per chi porta il capitale all’estero e ci vive con gli interessi. Chi prende poca pensione va in paesi esteri vivendo meglio. Chi ha la residenza all’estero guida la macchina sia all’estero ke in Italia ecc. Insomma resiedere in Italia è svantaggioso. Perciò chi può portare la residenza all’estero lo faccia così in Italia restano solo gli stranieri che l’Italia li paga ogni giorno. Povera Italia piena di leggi ingiuste non solo quanto sopra detto

        2. RicorsoMulta.net concorda pienamente con le critiche da lei effettuate, peraltro già evidenziate sul nostro sito.
          Continui a seguirci su RicorsoMulta.net!

      2. La legge è ingiusta per tantissimi motivi. Un parente o un amico residente all’estero che ha una macchina ferma per diversi motivi si limita la libertà di tutti di poter disporre di prestare la propria auto a chi si voglia. Un altro motivo è ke abbiamo la patente europea essendo libere le frontiere, perciò con patente europea mentre sono alla guida all’estero, poi non sono libero rientrare Con la stessa macchina in Italia. All’estero posso guidare quella macchina e in Italia no!!! Trovo assurdo. Per non dire che chiunque può trovarsi all’estero con la sua macchina ma che si rompe perciò mentre resta in officina il parente o amico che gli presta la macchina poi non può rientrare in Italia ecc ecc. Allora i ricchi portano via la residenza dall’italia in Svizzera perché così possono portare i loro soldi li e vivere di rendita. Chi a poca pensione va via per vivere un po’ meglio e chi ha parenti o amici all’estero ora si porta la residenza all’estero perché così può guidare sia all’estero che in Italia. Ma che legge è. Senza contare che lo stato ci perde molto. Intanto non vengono pagate più tasse in Italia. Sia sulla pensione ecc poi che la pensione viene spesa all’estero e non in Italia ecc ma non è meglio che l’Italia si adegua all’estero??!!!! Se una pianta ha un ramo secco si deve tagliare il ramo secco non l’intera pianta. Devi punire chi sbaglia non tutti indiscriminatamente.

        1. RicorsoMulta.net concorda pienamente con le critiche da lei effettuate, peraltro già evidenziate sul nostro sito.
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  2. Salve, sono temporaneamente all’estero ma non iscritto all’Aire in quanto distaccato presso le Istituzioni europee a Bruxelles dal ministero della difesa italiano. Sono distaccato per 4 anni e ho deciso di acquistare una macchina con targa belga. Secondo questo decreto non posso venire in vacanza in Italia con la mia macchina? Tra l’altro se avessi avuto una macchina con targa italiana il Belgio mi avrebbe costretto a reimmatricolarla con targa Belga entro i sei mesi di residenza abituale in Belgio. Ciò vorrebbe dire che con la mia macchina ( originariamente italiana) non sarei potuto tornare in Italia? Mi sembra veramente una situazione paradossale!

    1. Gentile Simone, nella seconda parte del suo scritto ci pare che lei stesso indichi di essere residente in Belgio da oltre sei mesi: in tale caso il problema parrebbe non sussistere (o non abbiamo capito bene la sua espressione “sei mesi di residenza abituale in Belgio”) perchè la norma in esame non riguarda i cittadini italiani residenti all’estero.
      Per quanto riguarda il caso indicato nella prima parte del suo scritto concordiamo con le sue osservazioni e certamente servono deroghe per gli studenti, i pendolari e le altre persone che lavorano all’estero.

      Le segnaliamo a tale scopo che sull’argomento sono già state presentate diverse interrogazioni scritte alla Commissione Europea e che solo pochi giorni fa il Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari, Pierre Moscovici, ha precisato che la Commissione intende indagare sul caso italiano delle targhe estere ed è probabile che venga avviata una procedura d’infrazione qualora il decreto sicurezza su tale punto dovesse risultare non compatibile con il diritto dell’Unione Europea. Il motivo, come indicato dall’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann, sussisterebbe apparendo il decreto italiano palesemente malfatto: per questi motivi l’Unione europea dovrebbe aumentare la pressione sull’Italia per introdurre immediatamente i miglioramenti necessari”.

      Non disperiamo quindi che in tempi brevi il problema possa essere risolto in sede europea.

    2. penso che lei non debba iscriversi all’aire in quanto rientra nella categoria “i dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero, che siano notificati ai sensi delle Convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche e sulle relazioni consolari rispettivamente del 1961 e del 1963; i militari italiani in servizio presso gli uffici e le strutture della NATO dislocate all’estero. (aise)”

      penso che basti della documentazione rilasciata dal suo comando che ne attesti il servizio in quel paese.

      1. RicorsoMulta.net concorda con il gentile lettore in merito al fatto che Simone non debba iscriversi all’AIRE (ed infatti Simone ha precisato di non esservi iscritto) ma la questione è diversa perchè concerne la proprietà di un veicolo con targa estera da parte di un residente in Italia da oltre 60 giorni.
        Allo stato attuale della legislazione chi è residente in Italia da oltre 60 giorni non può guidare in Italia un veicolo immatricolato all’estero anche se di sua proprietà ma deve provvedere alla reimmatricolazione del medesimo in Italia oppure trasportarlo all’estero: non ricorrendo alcuno dei casi di esonero previsti dalla normativa non può che confermarsi la risposta originaria

  3. Buongiorno,
    La presente per porre un quesito.
    Se una societa´ Italiana stipula regolarmente contratto leasing con azienda tedesca, il mezzo con targa tedesca in Italia da chi puo´ essere guidato? Solo dai collaboratori dell´azienda che ha stipulato il contratto leasing oppure anche parenti dei collaboratori dell´azienda?
    Grazie mille

    1. Al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente chieste dalla Commissione Europea (si veda una nostra precedente risposta sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da lei indicato sono davvero ristretti e limitati.
      Il c.d. Decreto Sicurezza (decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 convertito in legge 1º dicembre 2018, n. 132) infatti prescrive quanto segue: art.29 bis, comma 1-ter. Nell’ipotesi di veicolo concesso in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva, (ci pare sia il caso da lei indicato) ……. a bordo del veicolo deve essere custodito un documento, sottoscritto dall’intestatario (quindi dalla società di leasing tedesca) e recante data certa, dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilità del veicolo.
      In mancanza di tale documento, la disponibilità del veicolo si considera in capo al conducente (e quindi scatta la sanzione, ndr).
      Si badi bene che, vista la laconicità della norma, nel documento non appare affatto sufficiente indicare la società italiana che ha ottenuto il leasing ma che, qualora il veicolo non sia condotto dagli amministratori della società italiana, ma anche da suoi dipendenti/collaboratori, è prudente che sia anche riportata la indicazione espressa di coloro che hanno la disponibilità del veicolo (e quindi dei dipendenti/collaboratori che possono essere gli altri conducenti del veicolo durante l’attività di lavoro) perché allo stato attuale non appare sufficiente la indicazione di disponibilità da parte del datore di lavoro italiano.
      Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole, ma ad oggi non del tutto scontata.
      Anche nel caso di comodato del veicolo (come viene frequentemente concesso al dipendente perché ne disponga anche fuori dall’orario di lavoro) quanto sopra detto non viene meno dato che a concedere il comodato deve essere un’impresa senza sede in Italia e il comodato deve essere concesso solo a dipendenti della stessa e non a parenti (2a parte art.29 bis, comma 1-ter citato).

  4. Salve, sono cittadina slovacca, residente sempre slovacchia.. Ho residenza pure in italia,, casa in afitto.. Ma sono li poco.. Come devo fare?

    1. Buongiorno, se dai documenti che verranno esibiti al controllo su strada risulta la sua residenza in Italia diremmo nulla da fare: ne consegue la piena applicazione del Decreto Sicurezza e l’obbligo di immatricolazione in Italia del veicolo, come previsto dal decreto medesimo. In alternativa, essendo residente per poco come da lei indicato (“sono li poco…”), può valutare se ricorrono le condizioni per chiedere la cancellazione della residenza in Italia indicando la residenza estera (normalmente se la permanenza in Italia è per meno di tre mesi all’anno).

  5. No, miei documenti sono slovacchi, anche perché non ho motivo fare documento italiano, ho residenza in italia perché mi serviva per regola in afitto.. Poco, volevo dire che in italia non sono quasi mai, sto punto non posso tenere casa in afitto? Ho pure dita slovacca, mi sembra assurdo cambiare le targe

    1. Salve. Aiuta a capire la situazione. Sono un cittadino della Russia, guido un’auto con targa Russo, che la compagnia mi ha dato per lavoro in Europa. Vivo in Italia da più di un anno e ho un permesso di soggiorno. Ieri, la polizia mi ha fermato e mi ha scritto una multa per non avere i diritti italiani, oltre a confiscare la macchina, indicando che non ho il diritto di guidarla nonostante il fatto che l’auto sia affittata dalla compagnia e ho tutto documenti che confermano che è stata consegnata a me con il diritto di gestire il lavoro. Sono motivati ​​dal fatto che la legge non dice sulla possibilità di guidare un’auto al di fuori dell’Unione Europea per cittadini / persone con un permesso di soggiorno in Italia.

    2. Salve a tutti.
      Volevo delle informazioni.mio marito è italiano .ma adesso lavora in Svizzera dov’è domiciliato con permesso L.non iscritto al Aire
      In Svizzera dopo d’ un anno di lavoro devono cambiare la patente italiana e convertirla en Svizzera . premetto ch’ la patente italiana la tolgono e ti fanno quella Svizzera,acquistando anche la macchina con tragga svizzera.se non ti fanno una multa di 3000 franchi.adesso con la nuova legge ch’ un italiano non può guidare una macchina con targha non italiana.lui va in Italia tutti venerdì sera e ritorna in Svizzera domenica sera.
      Cosa consigliate di fare. perché è assurda questa situazione.non è il caso di fare furbetti ma Svizzera t’ obbligha a prendere la patente e macchina .invece Italia non lascia guidare macchine stereo.non si capisce niente.anche se ha patente Svizzera non può guidare in Italia? Aiuto

      1. al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/ sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da lei indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
        Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole ma ad oggi non del tutto scontata.
        A tale scopo richiamiamo naturalmente tutte le argomentazioni già indicate da RicorsoMulta.net nello specifico argomento del nostro blog
        https://www.ricorsomulta.net/decreto-sicurezza-novita-per-chi-guida-in-italia-un-veicolo-con-targa-estera
        al quale rimandiamo.
        Se suo marito è residente in Italia (come gran parte dei cittadini italiani peraltro – non è però un problema di patente ma di residenza) non può allo stato della legislazione guidare in Italia veicoli con targa estera.
        Quando saranno disponibili notizie certe in merito alle modifiche annunciate RicorsoMulta.net ne darà tempestiva comunicazione.

  6. Salve,
    Lavoro a Montecarlo e la ditta mi ha fornito di uno scooter 125, il quale mi serve per ovviare i vari disagi dei treni tra ventimiglia e Monaco.
    Incorro in qualche sanzione se mi fermano la sera quando torno a casa.
    Grazie Fabrizio

    1. Se lei è residente in italia e il suo datore di lavoro non ha una sede in Italia, per non avere problemi la soluzione esiste ed è perfettamente legale: deve avere con sè un documento firmato dal datore di lavoro con data certa dal quale risulti l’esistenza del rapporto di lavoro e che il veicolo che sta guidando per tale rapporto le è stato concesso in comodato e per quale periodo.
      Per la data certa la soluzione ideale è un documento autenticato da notaio, pubblico ufficiale ecc. ma anche lo scambio di corrispondenza senza busta (cosi risulta sul documento stesso la data del timbro postale) risponde al dettato di legge.

  7. Buongiorno,
    Desideravo avere la vostra opinione sulla situazione (che a me pare paradossale) descritta nel seguito.
    Mia moglie è cittadina inglese e, per ragioni di lavoro, risiede in Francia. È proprietaria di una vettura con targa francese, in regola con revisioni, assicurazione, ecc. insomma con tutto ciò che è previsto dalle leggi di quello Stato. Durante le vacanze pasquali avevamo pensato di fare un giro di qualche giorno in automobile (l’automobile di mia moglie, appunto) alternandoci alla guida. Sembra però che alternarsi alla guida sia possibile in tutta Europa tranne che in Italia. Il “decreto sicurezza” (e la circolare interpretativa del Ministero dell’Interno) vieta tassativamente la guida di un’auto con targa straniera ad un residente in Italia da più di 60 giorni, anche quando il cittadino straniero proprietario del veicolo, sia presente in auto, cioè il residente in Italia NON ha l’uso esclusivo del veicolo. Non so se questo sia in violazione della norma europea
    sulla libera circolazione, ma per rivolgersi alla corte europea occorrerebbe essere sanzionati.
    La sanzione pero’, oltre che pecuniaria, prevede anche il sequestro amministrativo del veicolo: un disagio troppo grande che non ci siamo sentiti di affrontare e quindi abbiamo rinunciato alla breve vacanza
    in auto, facendo qualcosa di utile per l’ambiente!
    Grazie

    1. La sua è certamente una delle situazioni paradossali che il decreto sicurezza sta provocando.
      La precedente carenza della normativa in materia di auto con targhe estere aveva consentito evidenti abusi da parte di molti: deve però rilevarsi che il rimedio messo in atto dal governo, apparso utile ed efficace nella generalità dei casi, non risolve però, ed a volte produce esso stesso, alcune situazioni specifiche come la sua dalle quali nascono rilevanti margini di ingiustizia e disagio nei confronti delle persone coinvolte.
      In sede europea queste anomalie sono già state rilevate (come Ricorsomulta.net ha già indicato in un altro commento) e, salvo modifiche da parte governative che pure sarebbero doverose, non resta che attendere i riscontri europei.

    2. Buongiorno Biagio, mi trovo in una situazione analoga, io vivo all’estero per lavoro e mio figlio ha appena ottenuto il foglio rosa in Italia. Nello specifico art.122 del codice della strada “esercitazioni alla guida” non si parla di territorialità dell’autoveicolo e neanche della patente. Per la patente la polizia stradale mi ha dato il permesso di fare l’accompagnatore ma per l’auto no proprio per il decreto sicurezza.
      Tuttavia in detto decreto come vede non si parla del caso in cui il proprietario sia nel veicolo, ovvero parla di documenti che ne con provino il possibile utilizzo e nel caso mancassero si considera il veicolo in capo al conducente. Essendoci quindi delle eccezioni credo in realtà che sia una zona grigia.

  8. Salve, mi chiedevo riguardo alle probabilità che una eventuale contestazione possa essere accolta relativa all’ mia situazione. Lavoro per un gruppo internazionale che mi ha spostato dal 1 febbraio al 31 ottobre 2019 dalla Spagna in Italia per lavoro. Sono venuto con la mia auto spagnola. Ho evidenza della ispezione fatta in Spagna il 23 gennaio 2019. Siccome sapevo che un lavoratore in italia dovrebbe stabilire residenza entro 3 mesi dall’ arrivo, con l obbiettivo di rispettare la legge e sconoscendo la nuova direttiva relativa alle target estere, ho cambiato residenza e sono diventato residente in italia. 15 giorni fa sono stato fermato dalla polizia per infrazione della nuova legge, multato ed il mio mezzo sequestrato. Ad oggi devo scegliere se matricolare il veicolo in Italia, dovendo rimaticolarlo un altra volta in Spagna a novembre o se spedirlo in un camion di nuovo in spagna e noleggiare un auto in Italia per potere lavorare fino ad ottobre, una volta che lavoro in un resort fuori cita senza mezzi disponibili e con orari notturni.

    1. La norma applicata è purtroppo chiara ed è destinata ad impedire proprio i casi come il suo: se la residenza è stata stabilita in Italia da oltre 60 giorni non le è consentita la circolazione in Italia con un veicolo immatricolato all’estero. E’ quindi difficile una diretta disapplicazione della norma da parte del Giudice eventualmente interessato della questione. Un eventuale ricorso potrebbe al più evidenziare le incongruenze della nuova normativa italiana rispetto alla legislazione europea secondo la quale la circolazione è consentita in tutti gli stati con la sola eccezione, appunto, dell’Italia, come è stato sollevato in quella sede e come RicorsoMulta.net ha già evidenziato, ma ad oggi le speranze di pieno accoglimento del ricorso sono davvero minime. In sede di ricorso potrebbe tuttavia essere chiesta la sospensione del provvedimento in attesa della pronuncia di merito da parte della autorità europee: l’accoglimento di questa domanda rimane nella piena determinazione del Giudice di Pace.

    2. buongiorno, volevo dei chiarimenti .siamo domiciliati in Germania non iscritti all aire abbiamo l auto con targa tedesca acquistata con leasing privato con una banca tedesca. avremmo problemi a circolare in italia?

  9. Buongiorno,
    Mi sembra di essere in una situazione paradossale… Vivo e lavoro in Austria (sono iscritto AIRE) e nei weekend torno a casa da mia moglie e dai miei figli in Italia (loro hanno regolare residenza in Italia). Mi sembra si capire che quando sono in Italia mentre io posso guidare l’auto di mia moglie (con targa italiana), mia moglie non può guidare la mia auto (con targa austriaca). Dico bene? Oppure il fatto che siamo sposati ed abbiamo la comunione dei beni può costituire un’eccezione? Cosa deve fare mia moglie per dimostrare la parentela se la fermano in Italia con la mia macchina? Basta mostrare il certificato di matrimonio?
    Grazie!

    1. Il Decreto Sicurezza parla purtroppo chiaro nella parte in cui prescrive (art. 93, comma 1 bis, Codice della Strada) che e’ vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero.

      Vi sono alcune esenzioni da questa parte della norma (veicolo in leasing o per uso lavoro e simili, comodato di un’impresa estera a un suo dipendente o collaboratore residente in Italia – non si tratta però del suo caso) ma sua moglie, essendo residente in Italia da oltre 60 giorni, non può guidare in Italia l’auto con targa austriaca mentre invece lei può guidare in Italia l’auto di sua moglie con targa italiana.

      Si tratta di un’altra evidente stortura della norma che è stata emanata per contrastare i cosidetti “furbetti della targa estera” ma il fatto che un italiano non possa guidare un’auto nel proprio paese, ma all’estero si, è certamente una anomalia della legge che dovrebbe essere eliminata e che non si riscontra in alcun altro paese europeo: l’occasione potrebbe essere rappresentata dalle prossime modifiche del Codice della Strada in imminente approvazione da parte del Governo. Si potrebbero ad esempio prevedere specifiche situazioni di esonero (quale quella relativa al suo caso) o lasciare al Giudice di Pace l’esame delle situazioni nelle quali nessuna furberia risultasse evidente (ma occorrerà presentare ricorso in caso di contestazione – ricorso almeno allo stato attuale di esito favorevole alquanto dubbio).

      Non costituisce eccezione la comunione dei beni e non serve documentare lo stato di parentela perché del tutto ininfluente ai fini del divieto di guida che permane comunque.

      Segnaliamo che queste rilevanti anomalie del Decreto Sicurezza sono già state sollevate sia in diverse interrogazioni scritte alla Commissione Europea sia dal Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari, Pierre Moscovici, il quale ha precisato che la Commissione intende indagare sul caso italiano delle targhe estere ed è probabile che venga avviata una procedura d’infrazione qualora il decreto sicurezza su tale punto dovesse risultare non compatibile con il diritto dell’Unione Europea. Il motivo, come indicato dall’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann, sussisterebbe apparendo il decreto italiano palesemente malfatto: per questi motivi l’Unione europea dovrebbe aumentare la pressione sull’Italia per introdurre immediatamente i miglioramenti necessari.

      Alla eventuale sospensione del provvedimento potrebbe conseguire il suo annullamento se dall’intervento della Commissione Europea dovessero intervenire modifiche al provvedimento così come attualmente in vigore.
      La questione resta però attualmente sottoposta alla valutazione del Giudice di Pace in caso di ricorso in prima istanza ed in seguito alle eventuali conclusioni della commissione Europea.
      Al momento attuale ed allo stato della norma è del tutto sconsigliabile ad un residente in Italia guidare nel suo paese un veicolo con targa estera.
      RicorsoMulta.net intende raccogliere le indicazioni legittime dei lettori come in questo caso e fare da tramite con i nostri rappresentanti nelle sedi competenti al fine di tutelare i giusti interessi, pur senza naturalmente coprire i comportamenti scorretti.

      Continui a seguirci sul sito di Ricorsomulta.net!

    2. Risponde RicorsoMulta.net:
      Il Decreto Sicurezza parla purtroppo chiaro nella parte in cui prescrive (art. 93, comma 1 bis, Codice della Strada) che e’ vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero.
      Vi sono alcune esenzioni da questa parte della norma (veicolo in leasing o per uso lavoro e simili, comodato di un’impresa estera a un suo dipendente o collaboratore residente in Italia – non si tratta però del suo caso) ma sua moglie, essendo residente in Italia da oltre 60 giorni, non può guidare in Italia l’auto con targa austriaca mentre invece lei può guidare in Italia l’auto di sua moglie con targa italiana.
      Si tratta di un’altra evidente stortura della norma che è stata emanata per contrastare i cosidetti “furbetti della targa estera” ma il fatto che un italiano non possa guidare un’auto nel proprio paese, ma all’estero si, è certamente una anomalia della legge che dovrebbe essere eliminata e che non si riscontra in alcun altro paese europeo: l’occasione potrebbe essere rappresentata dalle prossime modifiche del Codice della Strada in imminente approvazione da parte del Governo. Si potrebbero ad esempio prevedere specifiche situazioni di esonero (quale quella relativa al suo caso) o lasciare al Giudice di Pace l’esame delle situazioni nelle quali nessuna furberia risultasse evidente (ma occorrerà presentare ricorso in caso di contestazione – ricorso almeno allo stato attuale di esito favorevole alquanto dubbio).
      Non costituisce eccezione la comunione dei beni e non serve documentare lo stato di parentela perché del tutto ininfluente ai fini del divieto di guida che permane comunque.

      Segnaliamo che queste rilevanti anomalie del Decreto Sicurezza sono già state sollevate sia in diverse interrogazioni scritte alla Commissione Europea sia dal Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari, Pierre Moscovici, il quale ha precisato che la Commissione intende indagare sul caso italiano delle targhe estere ed è probabile che venga avviata una procedura d’infrazione qualora il decreto sicurezza su tale punto dovesse risultare non compatibile con il diritto dell’Unione Europea. Il motivo, come indicato dall’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann, sussisterebbe apparendo il decreto italiano palesemente malfatto: per questi motivi l’Unione europea dovrebbe aumentare la pressione sull’Italia per introdurre immediatamente i miglioramenti necessari.
      Alla eventuale sospensione del provvedimento potrebbe conseguire il suo annullamento se dall’intervento della Commissione Europea dovessero intervenire modifiche al provvedimento così come attualmente in vigore.
      La questione resta però attualmente sottoposta alla valutazione del Giudice di Pace in caso di ricorso in prima istanza ed in seguito alle eventuali conclusioni della commissione Europea.
      Al momento attuale ed allo stato della norma è del tutto sconsigliabile ad un residente in Italia guidare nel suo paese un veicolo con targa estera.
      RicorsoMulta.net intende raccogliere le indicazioni legittime dei lettori come in questo caso e fare da tramite con i nostri rappresentanti nelle sedi competenti al fine di tutelare i giusti interessi, pur senza naturalmente coprire i comportamenti scorretti.
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      Lo Staff – RicorsoMulta.net

  10. Salve, ero residente all’estero da alcuni decenni e da un paio d’anni ho trasferito la residenza in Italia, mantenendo il domicilio in Germania, percependo la pensione maturata; non sono più iscritto all’Aire.
    Ho un’auto con targa tedesca da alcuni anni. Secondo questo decreto non posso venire in Italia con la mia auto? Tra l’altro se avessi potuto avere un’autovettura con targa italiana. Ciò vorrebbe dire che la mia auto non avrei potuto lasciarla provvisoriamente ai miei figli? Mi reco alcune volte all’anno in Germania dai miei figli e nipoti.
    Momentaneamente l’auto è in Italia; come posso tornare in Germania senza rischi?
    Pago regolarmente bollo ed assicurazione; ogni due anni faccio la dovuta revisione prevista per legge (tedesca).

    Come dovrei comportarmi in questa giungla di cavilli e decreti.

    Non sarebbe più semplice farci pagare una tassa di circolazione, visto che in effetti si tratta di fare solamente cassa.

    Siamo nella UE oppure… che Europa unita ci troviamo.
    Mi sembra veramente una situazione paradossale!
    Grazie
    Alberto

    1. Il Decreto Sicurezza parla purtroppo chiaro nella parte in cui prescrive (art. 93, comma 1 bis, Codice della Strada) che e’ vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero.

      Vi sono alcune esenzioni da questa parte della norma (veicolo in leasing o per uso lavoro e simili, comodato di un’impresa estera a un suo dipendente o collaboratore residente in Italia – non si tratta però del suo caso) ma anche i suoi figli, se sono residenti in Italia da oltre 60 giorni, non possono guidare in Italia un’auto con targa tedesca.

      La sua auto con targa tedesca che si trova momentaneamente in Italia non può essere condotta all’estero da parte di un residente in Italia (nemmeno da lei quale proprietario): la procedura per la conduzione all’estero del veicolo, a meno che non sia condotto da un conducente non residente in Italia, è alquanto macchinosa e prevede (art. 93, comma 1 quater, Codice della Strada) che

      “l’intestatario chiede al competente ufficio motorizzazione civile, previa consegna del documento di circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un foglio di via e della relativa targa, ai sensi dell’articolo 99, al fine di condurre il veicolo oltre i transiti di confine. L’ufficio motorizzazione civile provvede alla restituzione delle targhe e del documento di circolazione alle competenti autorità dello Stato che li ha rilasciati”.

      La conseguenza più fastidiosa di tale norma consiste nel fatto che a quel punto il veicolo non potrà più circolare normalmente, nemmeno all’estero, perché privo del documento di circolazione e delle targhe estere ma soltanto in possesso del foglio di via e relativa targa provvisoria, e questo fino al ritiro da parte del proprietario dei documenti tedeschi originali (documento di circolazione e targhe estere) che verranno ricevuti e restituiti dalle autorità dello stato che li aveva rilasciati.

      Nel suo caso, che per quanto sopra appare davvero singolare e paradossale, risulta decisamente più semplice affidare il trasporto del suo veicolo con targa tedesca ad un conducente non residente in Italia (purché in possesso di valida patente ovviamente) – magari con lei come passeggero – che lo potrà condurre almeno fino al superamento della frontiera italiana.

      Si tratta di un’altra evidente stortura della norma che è stata emanata per contrastare i cosidetti “furbetti della targa estera” ma il fatto che un italiano non possa guidare un’auto nel proprio paese, ma all’estero si, è certamente una anomalia della legge che dovrebbe essere eliminata e che non si riscontra in alcun altro paese europeo: l’occasione potrebbe essere rappresentata dalle prossime modifiche del Codice della Strada in imminente approvazione da parte del Governo. Si potrebbero ad esempio prevedere specifiche situazioni di esonero (quale quella relativa al suo caso) o lasciare al Giudice di Pace l’esame delle situazioni nelle quali nessuna furberia risultasse evidente (ma occorrerà presentare ricorso in caso di contestazione ma il ricorso, almeno allo stato attuale, appare di esito favorevole alquanto dubbio).

      Segnaliamo che queste rilevanti anomalie del Decreto Sicurezza sono già state sollevate sia in diverse interrogazioni scritte alla Commissione Europea sia dal Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari, Pierre Moscovici, il quale ha precisato che la Commissione intende indagare sul caso italiano delle targhe estere ed è probabile che venga avviata una procedura d’infrazione qualora il decreto sicurezza su tale punto dovesse risultare non compatibile con il diritto dell’Unione Europea. Il motivo, come indicato dall’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann, sussisterebbe apparendo il decreto italiano palesemente malfatto: per questi motivi l’Unione europea dovrebbe aumentare la pressione sull’Italia per introdurre immediatamente i miglioramenti necessari.

      Alla eventuale sospensione del provvedimento potrebbe conseguire il suo annullamento se dall’intervento della Commissione Europea dovessero intervenire modifiche al provvedimento così come attualmente in vigore.

      La questione resta però attualmente sottoposta alla valutazione del Giudice di Pace in caso di ricorso in prima istanza ed in seguito alle eventuali conclusioni della commissione Europea.

      Al momento attuale ed allo stato della norma è del tutto sconsigliabile ad un residente in Italia guidare nel suo paese un veicolo con targa estera.

      RicorsoMulta.net intende raccogliere le indicazioni legittime dei lettori come in questo caso e fare da tramite con i nostri rappresentanti nelle sedi competenti al fine di tutelare i giusti interessi, pur senza naturalmente coprire i comportamenti scorretti.

  11. buongiorno sono sposato in AUSTRIA mia moglie austrieca.voglio sapere se io posso guidare la macchina intestata a mia moglie con targhe austrieche in ITALIA? visto che io sono cittadino ITALIANO e residente in italia.e secondo domicilio in austria?grazie e aspetto una vostra risposta.
    VITO

    1. Il Decreto Sicurezza parla purtroppo chiaro nella parte in cui prescrive (art. 93, comma 1 bis, Codice della Strada) che e’ vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero.
      A causa di tale norma lei, essendo residente in Italia da oltre 60 giorni, non può guidare in Italia l’auto di sua proprietà con targa austriaca anche se può guidare lo stesso veicolo all’estero.
      Per questo motivo se nessuna contestazione è ad oggi stata ricevuta raccomandiamo particolare prudenza nel rispetto della norma perché al momento attuale è del tutto vietato ad un residente in Italia guidare in Italia un veicolo con targa estera (a parte le personali e specifiche situazioni di esonero).
      Se invece le è già stata contestata la guida in Italia con un veicolo avente targa estera non le rimane che la strada del ricorso: in tale caso è necessario un dettagliato esame del verbale e delle circostanze nel quale le è stato notificato al fine di esprimere un parere personalizzato su quanto le è accaduto, in particolare se in modo incolpevole ed ingiusto.

  12. Buongiorno,

    Le vorrei chiedere cortesemente una informazione riguardante la circolazione sul territorio italiano con il mio veicolo immatricolato avendo la targa rumena.
    Io sono residente in Italia dal 2012 però abito in Romania, in merito ad un contratto di lavoro presso una società di diritto rumeno.
    Perciò, ho comprato questo veicolo in Romania l’anno scorso, intestato sul mio nome e usufruisco di esso per tutte le mie attività svolte in Romania.
    Il problema è nel caso volessi venire in Italia, in ferie, per circa 2 settimane, con questo veicolo targato rumeno.
    Avrei bisogno di sapere, con cortesia, quali sono le possibilità di fare questo viaggio temporaneo sul territorio italiano.

    Nell’attesa di un Suo riscontro, Le porgo i miei più
    Cordiali saluti.

    1. Il Decreto Sicurezza parla purtroppo chiaro nella parte in cui prescrive (art. 93, comma 1 bis, Codice della Strada) che e’ vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero.
      A causa di tale norma lei, essendo residente in Italia da oltre 60 giorni, non può guidare in Italia l’auto di sua proprietà con targa rumena anche se può guidare lo stesso veicolo all’estero.
      Per questo motivo se nessuna contestazione è ad oggi stata ricevuta raccomandiamo particolare prudenza nel rispetto della norma perché al momento attuale è del tutto vietato ad un residente in Italia guidare in Italia un veicolo con targa estera (a parte le personali e specifiche situazioni di esonero).
      Se invece le è già stata contestata la guida in Italia con un veicolo avente targa estera non le rimane che la strada del ricorso: in tale caso è necessario un dettagliato esame del verbale e delle circostanze nel quale le è stato notificato al fine di esprimere un parere personalizzato su quanto le è accaduto, in particolare se in modo incolpevole ed ingiusto.

        1. P.S. se io ho sia la cittadinanza italiana che romena ed ho anche la residenza ad Anzio (RM) oltre a quella di Bucarest (Romania), pero’ ho la dimora dove abito regolarmente tutto l’anno in Romania, allora ho la residenza normale o effettiva in Italia?

          1. Confermiamo che con una recente circolare il Ministero degli Interni ha annunciato imminenti modifiche alla troppo rigida normativa delle targhe estere. Occorrerà però esaminare in dettaglio il testo effettivo del provvedimento annunciato che verrà emesso per essere davvero certi che i titolari di residenza temporanea o residenza normale in Italia possano ritenersi d’ora in poi esclusi dalla rigida normativa delle targhe estere in esame.
            Per intanto tenga presente che, come annunciato, la promessa variazione interesserà soltanto le persone aventi residenza all’estero che lavorano o collaborano in modo stagionale con imprese aventi sede in Italia.
            Non appena saranno disponibili notizie più sicure RicorsoMulta.net ne darà tempestiva comunicazione.

        2. Confermiamo che con una recente circolare il Ministero degli Interni ha annunciato imminenti modifiche alla troppo rigida normativa delle targhe estere. Occorrerà però esaminare in dettaglio il testo effettivo del provvedimento annunciato che verrà emesso per essere davvero certi che i titolari di residenza temporanea o residenza normale in Italia possano ritenersi d’ora in poi esclusi dalla rigida normativa delle targhe estere in esame.
          Per intanto tenga presente che, come annunciato, la promessa variazione interesserà soltanto le persone aventi residenza all’estero che lavorano o collaborano in modo stagionale con imprese aventi sede in Italia.
          Non appena saranno disponibili notizie più sicure RicorsoMulta.net ne darà tempestiva comunicazione.

          1. Buongiorno,

            Nel caso io cancellassi la mia residenza in Italia, potrei cambiare la residenza all’estero in Romania? Ed iscrivermi all’AIRE? Visto che ho un contratto di lavoro qui in Romania.
            In questo caso, dopo potrei andare in macchina in Italia con la mia auto targata romena?
            Ribadisco che sono sia cittadino italiano che romeno (doppia cittadinanza).

            Grazie.

  13. Salve.
    Sono cittadino italiano, con residenza in Italia.
    Possiedo una gelateria in Germania e ho una macchina, intestata alla gelateria, ma che posso guidare anche privatamente.
    Posso circolare in Italia?

    1. Il Decreto Sicurezza parla purtroppo chiaro nella parte in cui prescrive (art. 93, comma 1 bis, Codice della Strada) che e’ vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero.
      A causa di tale norma lei, essendo residente in Italia da oltre 60 giorni, non può guidare in Italia l’auto con targa tedesca, di sua proprietà o di altri, anche se può guidare lo stesso veicolo all’estero.
      Per questo motivo se nessuna contestazione è ad oggi stata ricevuta raccomandiamo particolare prudenza nel rispetto della norma perché al momento attuale è del tutto vietato ad un residente in Italia guidare in Italia un veicolo con targa estera.
      Vi sono alcune esenzioni da questa norma (veicolo in leasing o per uso lavoro e simili, comodato di un’impresa estera a un suo dipendente o collaboratore residente in Italia – non ci pare si tratti però del suo caso). Potrebbe al più ipotizzarsi un eventuale di comodato da parte di impresa estera ma per rispondere dettagliatamente e con precisione gli elementi da lei forniti non sono sufficienti.
      Se invece le è già stata contestata la guida in Italia con un veicolo avente targa estera non le rimane che la strada del ricorso: in tale caso è necessario un dettagliato esame del verbale e delle circostanze nel quale le è stato notificato al fine di esprimere un parere personalizzato su quanto le è accaduto, in particolare se in modo incolpevole ed ingiusto.

  14. Buongiorno
    Sono un rumeno che da 2 anni abbito lavoro pago tase tuto in uk , pero ho anche la residenza in italia, avendo ancora un apartamento li. Posso venire in ferrie avendo una macchina con targa inglese ?

    1. Il Decreto Sicurezza parla purtroppo chiaro nella parte in cui prescrive (art. 93, comma 1 bis, Codice della Strada) che e’ vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero.
      A causa di tale norma lei, essendo residente in Italia ma verifichi che in Italia non abbia soltanto un semplice domicilio, non può guidare in Italia l’auto con targa inglese, di sua proprietà o di altri, anche se può guidare lo stesso veicolo all’estero.
      Per questo motivo se nessuna contestazione è ad oggi stata ricevuta raccomandiamo particolare prudenza nel rispetto della norma perché al momento attuale è del tutto vietato ad un residente in Italia guidare in Italia un veicolo con targa estera.
      Vi sono alcune esenzioni da questa norma (veicolo in leasing o per uso lavoro e simili, comodato di un’impresa estera a un suo dipendente o collaboratore residente in Italia – non ci pare si tratti però del suo caso). Potrebbe al più ipotizzarsi un eventuale di comodato da parte di impresa estera ma per rispondere dettagliatamente e con precisione in questi diversi casi gli elementi da lei forniti non sono sufficienti.
      Se invece le è già stata contestata la guida in Italia con un veicolo avente targa estera non le rimane che la strada del ricorso: in tale caso è necessario un dettagliato esame del verbale e delle circostanze nel quale le è stato notificato al fine di esprimere un parere personalizzato su quanto le è accaduto, in particolare se in modo incolpevole ed ingiusto.

  15. Mia moglie Romena e” rientrata in Italia, dove vivevamo dal 2000, dopo circa 4 anni di residenza in Svizzera do ve aveva acquistato una auto con targa svizzera. A marzo di questo anno ha fatto domanda di residenza in Italia recandosi presso la sede circoscrizionale. Anche i suoi 2 figli di primo letto hanno fatto richiesta di residenza tramite un caf che ci ha informato, dopo circa un mese, che era stata rifiutata per non aver detto quale e” la capacita” di reddito. Bocciata la loro richiesta mia moglie ha temuto che bocciavano anche la sua ed era pronta a tornare in Svizzera. Fermata dai vigili urbani alla guida della sua vettura targata svizzera, e” emerso da un controllo che aveva ottenuto la residenza il 23 marzo 2019 ed essendo oggi, giorno in cui e” stata fermata, trascorsi piu: di 60 giorni gli e” stata sequestrata dalla guardia di finanza la sua autovettura e non il solo libretto come mi diceva un funzionario ACI. Ma mia moglie non sapeva di aver ottenuto la residenza, anzi temeva che gli fosse stata negata. Non poteva fare pratica di cambio targhe non avendo certezza della residenza. Recatasi in circoscrizione gli e” stato detto che per richiedere un certificato bisogna richiedere un appuntamento che in genere e” circa 30 giorni dopo ( questa e” Roma). Ma una straniera che arriva in Italia dovra” sapere che e” stata accettata la sua richiesta di residenza per poter calcolare i 60 giorni. Questo sequestro della vettuta mi sembra un atto ingiusto. Grazie

    1. Il Decreto Sicurezza parla purtroppo chiaro nella parte in cui prescrive (art. 93, comma 1 bis, Codice della Strada) che e’ vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni, circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero.
      A causa di tale norma sua moglie, essendo appunto risultata residente in Italia da oltre 60 giorni, è stata sanzionata con i pesanti provvedimenti previsti dal Decreto Sicurezza.
      Appare però evidente dalla descrizione dei fatti come a favore di sua moglie risulti senz’altro percorribile la strada del ricorso e soprattutto la strada della provvisoria sospensione del provvedimento che le è stato contestato. In tal modo, essendo il veicolo ritornato nella sua libera disponibilità, lei potrebbe ancora scegliere tra la immatricolazione in Italia o il trasporto all’estero.
      A questo scopo è necessario un dettagliato esame del verbale, dei documenti e delle circostanze nelle quali è avvenuta la contestazione al fine di poter esprimere un parere personalizzato su quanto le è accaduto, che appare comunque fin d’ora incolpevole da parte dell’interessata e soprattutto ingiusto.
      Il ricorso nel suo caso appare in effetti indispensabile e doveroso oltre che ad essere l’unico modo per evitare le pesanti sanzioni e le conseguenze che altrimenti verranno applicate.

      1. Grazie, aggiungo solo per esattezza che il giorno seguente abbiamo potuto accertare che la macchina e” stata CONFISCATA, come i beni della mafia e quindi oggi e” proprieta” dello stato italiano che fra circa 6 mesi la mettera” all”asta e incassera, lui stato, la somma. Si tratta di una macchina regolarmente pagata, con tanti sacrifici e mia moglie la vive come un furto di stato che non e” neanche il suo oltretutto. Fortuna che non hanno fatto una legge che in questo caso, cioe” trascorsi 60 giorni dall”ottenimento della richiesta di residenza non notificata in alcun modo, prevedeva il carcere duro ed il sequestro di tutte le sostanze e di tutte le proprieta” dei genitori e dei nonni nonche ” dei cugini e dei nipotini. Dico questo perche” trovo tutto talmente assurdo e partorito da un genio della confisca che se lasciato libero di fare potrebbe aggiungere una serie di altre follie in cui confisca tutto anche a quelli che fischiano per strada. Mia moglie adira” le vie legali, alla ricerca di Giustizia. Grazie ancora per la risposta e la possibilita” di denunciare questa vicenda.

  16. Salve sono un cittadino italiano con normale residenza in Italia.
    Da circa 2 mesi mi trovo per un soggiorno temporaneo con la mia fidanzata rumena in Romania, ho subito un non grave incidente stradale con la mia vecchia macchina e ho provveduto ad acquistare una nuova auto qui ovviamente con targa rumena. Per motivi legali non ho potuto intestarmi il mezzo dato che non ho il documento rumeno e ho provveduto ad intestarlo allo zio della mia compagna.
    Dopo tutto quello che ho letto a riguardo mi sembra chiaro che al mio ritorno in Italia devo provvedere dell’immatricolazione del mezzo con targa italiana. Vorrei dunque sapere dove mi devo recare, i passaggi che devo fare e sopratutto se devo portare con me per il passaggio in targa italiana lo zio della mia compagna a cui adesso è intestato il mezzo. Quanto tempo ci vuole per questo procedimento?
    Grazie spero che mi rispondiate e che mi spiegate come io possa fare. Grazie infinite…cordiali saluti.

    P.s. esiste un modo per avvertire le autorità locali di polizia della mia residenza che sto eseguendo tutte le procedure per immatricolare la macchina senza incorrere in un fermo?

    1. Al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/ sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da lei indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
      Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole ma ad oggi non del tutto scontata.
      A tale scopo richiamiamo naturalmente tutte le argomentazioni già indicate da RicorsoMulta.net nello specifico argomento del nostro blog
      https://www.ricorsomulta.net/decreto-sicurezza-novita-per-chi-guida-in-italia-un-veicolo-con-targa-estera
      al quale rimandiamo.
      Per la effettuazione delle pratiche di immatricolazione deve rivolgersi all’Ufficio Motorizzazione competente per territorio della sua residenza con gli attuali documenti rumeni del veicolo; i tempi sono purtroppo molto lunghi e in alcune province possono superare abbondantemente i due-tre mesi.
      La circolazione del veicolo in Italia potrà avvenire soltanto a pratiche concluse ed immatricolazione avvenuta con il rilascio di nuove targhe.
      Quando saranno disponibili notizie certe in merito alle modifiche annunciate RicorsoMulta.net ne darà tempestiva comunicazione.

  17. Salve! da 9 mesi lavoro in Germania per una ditta Tedesca, ho un contratto d’affitto, un contratto di lavoro a tempo indeterminato e ovviamente l’ammendung. Ho comprato una macchina ovviamente targata Tedesca voglio capire se voglio andare in ferie in Italia circa 20 giorni rischio il sequestro del veicolo?

    1. Al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/ sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da lei indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
      Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole ma ad oggi non del tutto scontata.
      A tale scopo richiamiamo naturalmente tutte le argomentazioni già indicate da RicorsoMulta.net nello specifico argomento del nostro blog
      https://www.ricorsomulta.net/decreto-sicurezza-novita-per-chi-guida-in-italia-un-veicolo-con-targa-estera
      al quale rimandiamo.
      Quando saranno disponibili notizie certe in merito alle modifiche annunciate RicorsoMulta.net ne darà tempestiva comunicazione.

  18. Buongiorno,

    ho letto il vostro articolo assai utile però vorrei precisare e quindi confermare la mia situazione prima di commettere un errore grave.
    Sono un cittadino albanese con residenza italiana. Vivo e lavoro tra Italia e Albania per una società italiana. In Albania ho comprato una macchina con il leasing che la uso esclusivamente a Tirana quando vado giù e il resto del tempo dai miei. Ora, questa macchina la volevo usare per andare in vacanza in Puglia. Quindi la macchina non è mai uscita dall’Albania, è di proprietà di Porsche Leasing Albania (anche se una VW Jetta normale 🙂 e la volevo usare in Italia per 10 gg. Cosa devo fare? mi bastano il libretto di circolazione albanese con su il proprietario PLeasing più il contratto di Leasing finanziario? Serve altro per non avere problemi alla frontiera di Bari?
    Grazie del consiglio,

    1. Al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo
      https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/
      sullo stesso argomento),
      gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da lei indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
      Il c.d. Decreto Sicurezza (decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 convertito in legge 1º dicembre 2018, n. 132) infatti prescrive quanto segue:
      art.29 bis, comma 1-ter . Nell’ipotesi di veicolo concesso in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva, ……. a bordo del veicolo deve essere custodito un documento, sottoscritto dall’intestatario (quindi dalla società di leasing straniera) e recante data certa, dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilità del veicolo. In mancanza di tale documento, la disponibilità del veicolo si considera in capo al conducente (e quindi scatta la sanzione ndr).
      L’aspetto specifico che la riguarda deriva dalla circostanza che l’Albania ad oggi non ci risulta ancora essere compresa tra gli Stati membri dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo con il conseguente venire meno di questa sia pur parziale e limitata agevolazione.
      Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole ma ad oggi non del tutto scontata.
      A tale scopo richiamiamo naturalmente tutte le argomentazioni già indicate da RicorsoMulta.net nello specifico argomento del nostro blog
      https://www.ricorsomulta.net/decreto-sicurezza-novita-per-chi-guida-in-italia-un-veicolo-con-targa-estera
      al quale rimandiamo.
      Quando saranno disponibili notizie certe in merito alle modifiche annunciate RicorsoMulta.net ne darà tempestiva comunicazione.

  19. Buongiorno,
    sono un cittadino italiano residente da anni in Repubblica Ceca, iscritto AIRE e titolare di una partita IVA ceca. Dall’autunno scorso sono proprietario di un’auto immatricolata in Rep. Ceca a nome della mia partita IVA, che utilizzo anche per alcune trasferte lavorative presso clienti italiani. Occasionalmente, se ad esempio rientro in Rep. Ceca in aereo, lascio l’auto parcheggiata presso l’abitazione di mia madre, residente in Italia.
    Come posso regolarizzare l’utilizzo occasionale e temporaneo dell’auto da parte di mia madre (se ad esempio la utilizza per venire a prendermi all’aeroporto o per brevissime commissioni)? E’ possibile stipulare un contratto di comodato d’uso gratuito, considerando che l’auto è aziendale?
    Grazie per un riscontro

    1. al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/ sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da lei indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
      Il c.d. Decreto Sicurezza infatti prevede alcuni esoneri relativi al suo caso che cosi possono essere riassunti:
      1) veicolo concesso in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva;
      2) comodato del veicolo (come viene frequentemente concesso perché possa essere utilizzato anche fuori dall’orario di lavoro) ma soltanto se concesso a dipendenti della società estera e non a parenti.

      Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole ma ad oggi non del tutto scontata.

      A tale scopo richiamiamo naturalmente tutte le argomentazioni già indicate da RicorsoMulta.net nello specifico argomento del nostro blog
      https://www.ricorsomulta.net/decreto-sicurezza-novita-per-chi-guida-in-italia-un-veicolo-con-targa-estera
      al quale rimandiamo.
      Quando saranno disponibili notizie certe in merito alle modifiche annunciate RicorsoMulta.net ne darà tempestiva comunicazione.

  20. Buongiorno,
    Sono un cittadino Albanese residente in Albania ho il permesso di soggiorno per motivi familiari ma non sonno residente in Italia ho solo domicilio, al porto di bari non mi hanno laschiato entrare con machina targata in Albania ,pero diversi poliziotti a Lodi mi hanno detto che la legge e solo per i residenti in Italia non per i domociliati …quale interpretazione e sbagliata ?.. perche a bari mi hanno detto che e uguale residente o domicilio ivece a Lodi mi hanno detto che ce diferenca.. solo residente non puo usare una machina targata in Albania?
    Grazie per un riscontro

    1. al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/ sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da lei indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
      Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole ma ad oggi non del tutto scontata.
      A tale scopo richiamiamo naturalmente tutte le argomentazioni già indicate da RicorsoMulta.net nello specifico argomento del nostro blog
      https://www.ricorsomulta.net/decreto-sicurezza-novita-per-chi-guida-in-italia-un-veicolo-con-targa-estera
      al quale rimandiamo.
      Nel suo caso però si deve precisare che il semplice possesso del permesso di soggiorno in Italia non equivale alla residenza e quindi, se lei non è residente in Italia da oltre 60 giorni, il divieto di entrata del veicolo con targa estera e con lei alla guida non sarebbe legittimo a meno che non sia stato disposto per altre cause.
      Quando saranno disponibili notizie certe in merito alle annunciate imminenti modifiche normative RicorsoMulta.net ne darà tempestiva comunicazione.

  21. Non ho sentito nessuno menzionare le targhe Zoll le cosidette targhe doganali di transito, come ci si comporta in Italia con queste targhe ?
    Un mio amico ha avuto problema a Bolzano con la Polizia stradale il quale gli ha fatto una contravvenzione di 500 euro e un sequestro del mezzo ma affidato per raggiungere la località dove doveva andare.

  22. Buongiorno e grazie per questo servizio.
    Premetto che non sapevo nulla in merito a quanto contenuto nel DL sicurezza sull’argomento di cui qui si discute.
    Ho deciso di acquistare un’auto ELETTRICA usata in Olanda e mi sono recato in una delle “maggiori” agenzie della mia città per sapere come fare, i documenti necessari etc.
    Vi dico subito che non mi è stato detto nulla a proposito dell’art 93 comma1 etc.
    Ho inviato all’agenzia le copie via email del “librett” e del certicicato di acquisto, la fattura e il CoC dell’auto ben prima di avere l’auto.
    Per cui mi sono recato in Olanda ho ritirato l’automobile che era stata predisposta con una targa “da esportazione” e una polizza assicurativa valida 15 giorni.

    Arrivo in italia domenica 30 giugno e lunedì 1 luglio consegno gli originali all’agenzia per completare la pratica di nazionalizzazione e immatricolazione.
    Dopo 10 gg i vigili mi elevano la contestazione di cui sopra a veicolo fermo mentre erano in corso le relative pratiche.

    Io non ho nessuna intenzione di evadere le tasse dato che le auto elettriche sono esentate dal bollo e hanno incentivi sulle assicurazioni. Avevo già consegnato tutto in MTC e il verbale, nonostante il veicolo fosse parcheggiato, dice che “circolava” ed io ero alla guida, comminandomi una sanzione di 712 euro.
    È normale? Posso ricorrere?
    Grazie per ogni chiarimento

    1. Al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/ sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da lei sommariamente indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
      Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole ma ad oggi non del tutto scontata.
      A tale scopo richiamiamo naturalmente tutte le argomentazioni già indicate da RicorsoMulta.net nello specifico argomento del nostro blog
      https://www.ricorsomulta.net/decreto-sicurezza-novita-per-chi-guida-in-italia-un-veicolo-con-targa-estera
      al quale rimandiamo.
      Nel suo caso però lei indica elementi dai quali parrebbe risultare che il verbale che le è stato consegnato non rappresenti correttamente la infrazione da lei solo eventualmente commessa ma che parrebbe almeno non essere né dimostrata né provata: il verbale non sarebbe quindi legittimo a meno che non sia stato disposto per altre cause.
      E’ probabile quindi che nel suo caso non possa essere applicata l’attuale rigidissima normativa ma gli elementi che lei ha indicato non sono sufficienti per una risposta esaustiva e soddisfacente.

      1. Buongiorno,sono un cittadino marocchino residenti qui in Italia,ho comprato una macchina in Germania con targa provvisoria da 5giorni voglio portarla giù al Marocco doganale ,posso transitare italia fino alla nave,non posso immatricolarla due volte,anche si voglio consegnare li targhe i libretto al motorizzazione per darmi quel targhe provvisorie di carta per transitare italia i sono a pagamento,non posso lo stesso perché la dogana marocchina non accetta quelle targhe di carta senza libretto ,aspetto un consiglio per favore ,comunque i una targa provvisoria coperta di una associazione valida.ho anche il biglietto del nave.grazie

        1. La targa provvisoria da lei citata consente il transito in Italia ai sensi del Decreto Sicurezza in quanto non è una targa di immatricolazione.

    1. Confermiamo, la targa cd Zoll consente il transito in Italia ai sensi del Decreto Sicurezza in quanto non è una targa di immatricolazione.

  23. Si sono dimenticati le regioni di confine: per tutto il Trentino gli aeroporti di riferimento sono anche Innsbruck e Monaco, i Liguri di Ponente usano l’aeroporto di Nizza. Prendere a noleggio una macchina all’arrivo (cioè con targa austriaca o francese) e usarla per rientrare in Italia diventa impossibile.
    Poi ho dei parenti anziani residenti in Austria che mi vengono a fare visita. Ma in certe situazioni (condizioni meteo, notte, strade di montagna…) non si sentono sicuri e mi chiedono di guidare. Invece non potrò più farlo. Ma perché in Italia le leggi si fanno sempre in modo così assurdo? Obiettivo giusto ma metodo sbagliatissimo che va a colpire con un incredibile eccesso di severità soprattutto il cittadino onesto in una normalissima situazione quotidiana…

    1. RicorsoMulta.net concorda pienamente con le critiche da lei effettuate, peraltro già evidenziate sul nostro sito.
      Continui a seguirci su RicorsoMulta.net!

  24. Volevo sapere se avendo la residenza in Italia posso guidare in Italia con un auto noleggiata all’estero in un paese Europeo (diciamo in Francia) da ben note compagnie di noleggio Herz, Avis, etc. che operano anche in Italia. Dato che il decreto 1-ter parla di societa che non abbiano una sede secondaria in Italia, mi chiedo se sia possibile. Grazie.

    1. RicorsoMulta.net ha rilevato da subito che raramente l’impresa esercente attività di leasing o noleggio costituita in uno Stato membro dell’Unione europea si limita ad operare in Italia per il tramite di una semplice sede secondaria o altra sede effettiva: le aziende multinazionali da lei indicate hanno costituito imprese singole in ogni stato in cui operano ed in tal caso la norma limitativa chiaramente non opera. In sostanza il nome commerciale è lo stesso ma l’impresa è pressochè sempre del tutto diversa. Questa circostanza dipende quindi dalle caratteristiche di ogni singola impresa operatrice alla quale può certamente essere chiesta precisa conferma prima della stipula del contratto di leasing o noleggio.
      Continui a seguirci su RicorsoMulta.net!

      1. Buongiorno,
        Io sono il proprietario di una ditta rumena che lavora 5 messi all’anno in Italia.
        Ho la residenza in Italia dal 2012 ( in quei anni ho lavorato per 3 anni in Italia quindi mi servivano i documenti), quindi con la nuova legge io non posso più venire in Italia con la macchina targa rumena intestata alla mia azienda rumena per fare i soliti 5 mesi di lavoro?
        Grazie!

        1. Gentile Alex,
          al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/ sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da lei indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
          Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole ma ad oggi non del tutto scontata.
          A tale scopo richiamiamo naturalmente tutte le argomentazioni già indicate da RicorsoMulta.net nello specifico argomento del nostro blog
          https://www.ricorsomulta.net/decreto-sicurezza-novita-per-chi-guida-in-italia-un-veicolo-con-targa-estera
          al quale rimandiamo.
          Nel suo caso però si deve rilevare la possibile differenza tra residenza in Italia e titolarità di una azienda rumena per precisare che il divieto di entrata del veicolo di una azienda rumena e con lei alla guida potrebbe non essere legittimo e l’accesso in Italia sarebbe di conseguenza consentito.

          In quest’ultima ipotesi l’esame specifico e dettagliato del suo caso ben può rientrare nella nostra Consulenza Personalizzata alla quale la invitiamo affinché lei possa ricevere una risposta esaustiva e soddisfacente.
          https://www.ricorsomulta.net/richiedi-consulenza-multa/
          Qualora dovessero emergere notizie certe in merito alle annunciate ormai imminenti modifiche normative RicorsoMulta.net ne darà tempestiva comunicazione sul sito.

          Continui a seguirci sul sito di Ricorsomulta.net!
          Lo Staff – RicorsoMulta.net

  25. Salve ho una domanda se io ho la residenza in Italia ma vivo in Germania posso guidare in Italia con la targa tedesca e la patente tedesca per un periodo di 1 mese (per le vacanze)

    1. Gentile Andrei,
      al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/ sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da te indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
      Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole ma ad oggi non del tutto scontata.
      A tale scopo richiamiamo naturalmente tutte le argomentazioni già indicate da RicorsoMulta.net nello specifico argomento del nostro blog
      https://www.ricorsomulta.net/decreto-sicurezza-novita-per-chi-guida-in-italia-un-veicolo-con-targa-estera
      al quale rimandiamo.
      Se invece il tuo caso necessita di una risposta specifica e personalizzata puoi avvalerti della consulenza ideata da RicorsoMulta.net proprio per affrontare i casi più controversi e difficili.
      In quest’ultima ipotesi l’esame specifico e dettagliato del tuo caso ben può rientrare nella nostra Consulenza Personalizzata alla quale ti invitiamo affinché tu possa ricevere una risposta esaustiva e soddisfacente.
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  26. buon giorno,sono residente in Portogallo,auto immatricolata con targa portoghese,la domanda per chi mi sa rispondere e’:in che modo posso trainare un carrello portabarca immatricolato in italia ? Grazie

    1. Se si tratta di circolazione nazionale (in Portogallo, nazione di immatricolazione del veicolo trainante) occorre la apposita targa portoghese prevista per i rimorchi (si tratta della targa speciale nella quale la identificazione della provenienza del veicolo trainante è indicata da una sigla posizionata alla destra della banda blu e composta da una o due lettere)
      Se invece si tratta di circolazione internazionale (fuori dal Portogallo, nazione di immatricolazione del veicolo trainante) secondo le disposizioni contenute negli artt. 36 e 37 della Convenzione di Vienna del 1968 è sufficiente che il semirimorchio rechi sulla parte posteriore la propria targa di immatricolazione e il segno distintivo dello Stato in cui è immatricolato, senza utilizzo di targa ripetitrice.
      RicorsoMulta.net suggerisce però di verificare comunque in anticipo la normativa dello specifico paese che si stra attraversando perchè il comportamento dei verificatori su strada non è sempre ben informato.
      Questa prudenza è raccomandata appunto per evitare contestazioni non previste durante un eventuale controllo su strada: tenga presente che dopo una contestazione all’estero le modalità di difesa risultano spesso difficoltose e difficili da attuare.

  27. Buongiorno,

    Nel caso io sono cittadino italiano con residenza all’estero (iscritto AIRE e cancellato dall’anagrafe italiana), potrei circolare in Italia per motivi di ferie/vacanze (cca 2 settimane) con un’auto targata estera?

    Grazie.

  28. Buongiorno. Sono un ragazzo residente in Svizzera, con un’auto concessa in Leasing. Prossimamente intendo trasferirmi in Italia, e di conseguenza spostare la residenza in Italia. Il mio contratto del Leasing scade tra 3 anni, quindi spero di poter portare l’auto in Italia e guidarla senza problemi per tutta la durata del Leasing. Da quel che ho letto non dovrei avere problemi giusto? Grazie

    1. Al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/ sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da lei indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
      Il c.d. Decreto Sicurezza infatti prevede alcuni esoneri relativi al tuo caso che cosi possono essere riassunti:
      1) veicolo concesso in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva;
      2) comodato del veicolo (come viene frequentemente concesso perché possa essere utilizzato anche fuori dall’orario di lavoro) ma soltanto se concesso a dipendenti della società estera e non a parenti.

      Su questo punto non vale la pena di rischiare la contestazione, viste le pesanti sanzioni e ulteriori conseguenze, a meno di ricorrere poi al Giudice di Pace sperando in una interpretazione della legge più favorevole ma ad oggi non del tutto scontata.

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  29. Salve, da Novembre 2018 mi trovo a Fuerteventura Isole Canarie. Ad Agosto 2019 ho acquistato un auto a Fuerteventura con il documento NIE (Numero identificazione di straniero). Io risulto residente in italia, ho infatti solo la comune carta di identità. Cosa succede se domani voglio tornare in italia con la macchina di mia proprietà con targa spagnola?
    Grazie

    1. al momento attuale, pur con le evidenti iniquità che la norma introduce e salve le modifiche che verranno probabilmente emesse (si veda il nostro recente articolo https://www.ricorsomulta.net/novita-per-chi-guida-un-veicolo-con-targa-estera-in-italia/ sullo stesso argomento), gli spazi di manovra per porsi alla guida di veicoli con targa estera nel caso da te indicato sono ancora davvero ristretti e limitati.
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  30. Buongiorno. Sono cittadino italiano con residenza in Italia. Sono amministratore delegato di societa’ Srl con sede in Romania. Posso utilizzare occasionalmente l’auto aziendale (quindi di proprieta’ della societa’ romena e con targa romena) per rientrare o transitare sul territorio italiano? Dispongo di contratto di comodato d’uso redatto da notaio in Romania, tradotto e legalizzato in lingua italiana.
    Non vorrei incorrere in interpetazioni aleatorie della nuova normativa ad un eventuale controllo delle forze dell’ordine italiane.
    Grazie.

    1. Nel suo caso da quanto scrive ricorre l’ipotesi di esonero dalla rigida normativa trattandosi di veicolo concesso in comodato a un soggetto residente in Italia e legato da un rapporto di lavoro o di collaborazione con un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o aderente allo Spazio economico europeo, ma solo se l’impresa non ha stabilito in Italia una sede secondaria od altra sede effettiva, e la circolazione nei termini da lei indicati è consentita.

      Attenzione però: a bordo del veicolo al momento dell’eventuale controllo su strada deve essere custodito un documento, sottoscritto dall’intestatario del veicolo e recante data certa, dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilita’ del veicolo da parte sua.
      Continua a seguirci sul sito di Ricorsomulta.net!

  31. Buongiorno. Con le nuove norme sulle targhe straniere, un cittadino residente in Italia può guidare in Italia una targa rossa provvisoria tedesca esportazione Zoll, intestata a proprio nome, ovviamente nei giorni indicati di validità?
    È cosa ovvia che venga utilizzata per il trasporto della vettura radiato dalla Germania all’Italia.

  32. GENTILE PROMEMORIA

    Buongiorno,

    Nel caso io sono cittadino italiano con residenza all’estero (iscritto AIRE e cancellato dall’anagrafe italiana), potrei circolare in Italia per motivi di ferie/vacanze (cca 2 settimane) con un’auto targata estera?

    Grazie.

    1. Nessun problema per gli iscritti all’AIRE perchè sono considerati residenti all’estero e non in Italia.
      Continua a seguirci su RicorsoMulta.net!

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