Decreto sicurezza: novità per chi guida in Italia un veicolo con targa estera

Aggiornamento 13/10/20: modifica divieto di circolazione auto con targa estera

Una importante modifica del decreto sulle targhe estere è entrata in vigore con il decreto semplificazioni.

E’ ora consentito guidare in Italia veicoli con targa estera anche da parte di residenti in Italia che si trovano in queste condizioni:

  • residenti nel comune di Campione d’Italia;
  • dipendenti da pubbliche amministrazioni in servizio all’estero per l’esercizio di occupazioni stagionali;
  • dipendenti statali in servizio all’estero e loro conviventi incaricati incaricati di relazioni diplomatiche e consolari (lavoratori frontalieri e coloro che lavorano per un’impresa che ha sede in uno Stato confinante o limitrofo quando guidano un proprio veicolo immatricolato in quello stesso stato, personale militare e di polizia in servizio all’estero presso organismi internazionali o basi militari, dipendenti di associazioni territoriali di soccorso che rimpatriano veicoli immatricolati all’estero.

RicorsoMulta.net ha pubblicato un articolo di aggiornamento sulla spinosa questione della guida di veicoli con targa estera in Italia derivante dal decreto sicurezza emanato a fine 2018.

Se desideri approfondire l’argomento, leggi l’articolo completo.



Il decreto sicurezza emanato a fine 2018 dal governo Italiano, tra le numerose disposizioni, presenta diverse importanti novità che interessano tutti i cittadini residenti in Italia che guidano sul territorio Italiano un veicolo con targa straniera.

In questo articolo illustreremo come a partire dal gennaio 2019, guidare un veicolo di targa estera in Italia diventa una questione decisamente complicata e può diventare addirittura impossibile per i cittadini con residenza Italiana!

Sei solito circolare con un veicolo con targa straniera, magari in leasing o in prestito da un amico o un parente?

Ti consigliamo di approfondire la questione per avere un’idea chiara sulle normative vigenti, comprendere le novità previste dal recente decreto sicurezza e non incorrere in spiacevoli conseguenze.

Continua a leggere e scoprirai come è cambiata la legge che riguarda i veicoli di targa estera sul territorio Italiano ed i motivi per i quali è stata cambiata, ma soprattutto in questo articolo scoprirai come evitare di incorrere in sanzioni e come difenderti se per caso sei già stato multato per questa irregolarità.

I vantaggi del circolare in Italia con targa estera

I veicoli con targa straniera sulle strade italiane sono moltissimi, soprattutto se considerati in proporzione al numero di cittadini stranieri residenti in Italia. Si stima che il numero complessivo sia addirittura superiore a 5 milioni di veicoli.

Da cosa deriva questa anomalia che non si verifica (o si verifica in misura minima) negli altri paesi della Comunità Europea?

Circolare regolarmente in Italia con un veicolo con targa estera presenta dei notevoli vantaggi economici e pratici.

L’immatricolazione straniera dell’auto infatti consente di ridurre di molto il costo del bollo auto e dell’assicurazione e permette inoltre di sfuggire facilmente al pagamento delle eventuali multe derivanti dalla circolazione.

La forte riduzione dei costi è possibile se si considera ad esempio che in Germania o Spagna il bollo di circolazione, secondo il tipo di veicolo, può costare meno del 10% di quanto si paga in Italia (meno di un decimo!) oppure che ad esempio in paesi come Romania e Bulgaria (che hanno una densità di circolazione molto inferiore alla nostra) le assicurazioni RC hanno un costo decisamente inferiore al costo di una assicurazione italiana: circa da 100 a 150 euro complessivi!

Si tratta di dati che effettivamente possono fare infuriare tutti noi automobilisti Italiani! Non trovate?

Quindi a nostro avviso la causa scatenante di questa anomalia va senz’altro cercata nei costi veramente eccessivi e non in linea con il resto delle altre nazioni europee di bollo e assicurazione che possono indurre alcuni ad approfittarne dotandosi di un veicolo con targa straniera.

Anche la possibilità di sfuggire ad eventuali multe del codice della strada risulta particolarmente vantaggiosa se si considera che le stesse ben difficilmente vengono riscosse nei confronti di un veicolo straniero, perché vi sono enormi difficoltà per le notifiche e le autorità sono spesso indotte a non procedere.

Un ulteriore vantaggio deriva dalla possibilità di guidare un veicolo di alta cilindrata o di lusso senza incorrere nel famigerato redditometro fiscale che tartassa invece il normale cittadino che, in virtù dell’auto che possiede, viene considerato dal fisco detentore di redditi a volte stratosferici.

I casi più comuni di guida con targa estera

Come è stato possibile per molte persone usufruire di questi vantaggi fino ad oggi?

Le modalità per approfittare di questa situazione fino al dicembre 2018 sono state sostanzialmente due:
. l’utilizzo di un’auto immatricolata all’estero, di proprietà o in prestito da amici o parenti;

. l’utilizzo di un veicolo in leasing da società estera.

Veicolo immatricolato all’estero

Il caso più diffuso che fino a dicembre 2018 ha consentito a molti automobilisti residenti in Italia di usufruire di tutti i vantaggi derivanti dal guidare regolarmente un veicolo di targa estera è l’utilizzo di un veicolo immatricolato all’estero e di proprietà di un cittadino straniero.

Un caso tipico è stato senz’altro quello di cittadini stranieri residenti in Italia che guidavano regolarmente un veicolo in prestito da un parente residente all’estero.
Addirittura poteva capitare che un cittadino (di nazionalità Italiana o straniera non fa differenza) acquistasse un veicolo in Italia, provvedesse subito all’esportazione all’estero (o almeno alla dichiarazione dell’intenzione di esportarlo) e alla sua immatricolazione in un paese straniero (intestandolo ad un familiare residente in quel paese) e che godesse fin da subito di tutti i vantaggi di cui sopra, guidando un veicolo con targa estera che di fatto non era mai uscito dall’Italia!

In base alle nuove norme in vigore da gennaio 2019, tutti i cittadini italiani o stranieri residenti in Italia non potranno più mettersi alla guida di un veicolo con targa estera anche se ottenuto in prestito da un amico o da un parente.

Per tutti i motivi analizzati precedentemente, in questo caso la normativa, sebbene non del tutto risolutiva, ci sembra sostanzialmente corretta perché impone a tutti coloro che in precedenza approfittavano della possibilità di guidare un’auto intestata ad un parente di doversi dotare di un auto immatricolata in Italia e di conseguenza di dover sostenere tutti i costi di circolazione che gravano su tutti gli altri automobilisti.

Ci pare però importante notare che alcune situazioni tutto sommato normali sono rese del tutto impraticabili: si pensi ad esempio ad uno studente straniero, residente in Italia, impossibilitato a mettersi alla guida di una macchina con targa estera intestata ad un familiare, oppure ad un qualsiasi cittadino italiano al quale è negata la possibilità di mettersi alla guida, anche solo per pochi minuti, di un’auto in prestito se con targa straniera!

Veicolo in leasing

Un’altra “soluzione” per poter guidare un veicolo con targa straniera sul territorio italiano, che rimane uguale, è sempre la possibilità di guidare un auto in leasing da una società estera.

L’automobilista residente in Italia stipula un leasing con una società estera e potrà circolare liberamente con costi, rischi di multe, tutor, autovelox e accertamenti fiscali ridotti.

Per far fronte a questa situazione il decreto sicurezza del dicembre 2018 non ha previsto nessuna nuova norma.

Andiamo ora nel dettaglio a scoprire quali sono le novità previste dal nuovo decreto.

Veicolo con targa estera in Italia: cosa dice la legge

Per legge un veicolo con targa straniera può restare in Italia per un massimo di un anno dopodiché, se non rientra nel paese originario, deve essere immatricolato in Italia.

Non sempre è però facile per le autorità dimostrare il superamento dell’anno di permanenza perché se ad esempio l’interessato nega questa circostanza, spesso non vi sono prove valide che dimostrino il contrario.

Nelle aule di giustizia è molto raro che i ricorsi con tali difese siano stati respinti ed eventuali sanzioni sono state disposte soltanto quando si è potuto documentare che il veicolo era rimasto in Italia oltre un anno (ad esempio per ripetuti riscontri nei controlli stradali effettuati, per numerose e ripetute infrazioni registrate per quel veicolo, per eventuali lunghe permanenze in officina per riparazioni) o in casi limite, come ad esempio la situazione in cui si è dimostrato che il vero proprietario non aveva nemmeno la patente!

Molto di frequente quindi chi circolava con un’auto straniera riusciva a “farla franca” con tutti i vantaggi che ne derivano.

Quindi, ricapitolando, l’art. 132 del Codice della Strada consente la circolazione in Italia con targa estera per dodici mesi ma, dato che è molto difficile, accertare la data di entrata e di uscita in e dal paese, tutto finisce spesso in un nulla di fatto perché praticamente mai viene effettuato un valido riscontro del transito alla frontiera dei paesi comunitari.

Un tentativo di contrasto viene effettuato quando lo straniero stabilisce la residenza in Italia essendo stato stabilito di presumere (salvo l’esito positivo pressoché costante dei ricorsi che respingono questa presunzione) che l’ingresso in Italia del veicolo di sua proprietà sia avvenuto in quella stessa data ma si tratta di casi minimali nel numero perché ad esso sfuggono sempre sia gli stranieri che non trasferiscono la residenza in Italia sia gli italiani, anche mai vissuti all’estero, che guidano auto straniere in leasing o noleggio magari con offerte trovate persino su internet da parte di società estere compiacenti che offrono questo tipo di “servizio”.

Il risultato che costantemente si verifica è che quasi sempre un’auto immatricolata all’estero circola senza problemi in Italia per periodi anche ben oltre l’anno ed è molto difficile trovarla e fermarla.

Guida irregolare di veicolo con targa straniera: le sanzioni

Una volta dimostrata, se dimostrata, la permanenza superiore all’anno dell’auto con targa straniera sul territorio italiano scatta la sanzione amministrativa da euro 712 a  euro 2.848. L’autoveicolo viene fermato (non può più circolare) e se entro i centottanta giorni successivi non viene esportato o immatricolato in Italia scatta la sua confisca amministrativa (il veicolo diventa di proprietà dello Stato Italiano).

In Italia si effettuano molte confische di automobili, ma non di certo per questo motivo perchè l’interessato fa prima ad esportarlo mantenendone la proprietà ed al limite poi venderlo all’estero.

Le novità dopo il DL 113/2018 Decreto Sicurezza

Dall’anno 2019 è stato effettuato un forte tentativo per contrastare l’irregolarità delle targhe estere ed è stato previsto che chi è residente in Italia da almeno 60 giorni (quindi praticamente tutti i cittadini italiani tranne i residenti all’estero e gli stranieri residenti ma solo se da meno di 60 giorni) non potrà circolare alla guida di un veicolo con targa estera anche se non di sua proprietà e se ad esempio di proprietà di un amico o di un parente che lo abbia solo temporaneamente prestato al conducente italiano.

Soltanto quando il veicolo è concesso in leasing o in locazione da un soggetto estero la sanzione potrà essere evitata, ma esclusivamente se a bordo del veicolo sia conservato, e quindi esibito al momento del controllo, un documento sottoscritto dal proprietario estero del veicolo con data certa, e quindi autenticato, dal quale risultino il motivo e la durata della disponibilità del veicolo.

La nuova modifica quindi non risolve per nulla il caso del leasing o del noleggio da società estera perché richiede soltanto di avere al seguito la documentazione del leasing o del noleggio che ovviamente non sarà difficile da ottenere perché per continuare a fornire questo “servizio” le società estere compiacenti non avranno difficoltà a consegnare anche tale documento.

Le cose invece cambiano e di molto per i furbetti cosidetti “casalinghi” (cioè per chi farà da solo in proprio con l’aiuto di un parente o di un amico esteri) e le difficoltà diventano quasi insormontabili: la guida di un veicolo in Italia anche solo per poco tempo, anche solo alcuni minuti, da parte di un residente in Italia di un’auto con targa estera che non sia in leasing o locazione o anche in comodato da impresa estera (quindi non da un amico, un parente o simili – niente da fare in questi casi) e che sia priva della documentazione probatoria sopraindicata, farà scattare inesorabile la nuova sanzione da euro 712 a euro 2.848 seguita dalla confisca del mezzo (ripetiamo che il veicolo non è più vostro e diventa di proprietà dello stato italiano) se entro i centottanta giorni successivi non viene esportato o immatricolato in Italia.

Si tratta di un reale ed effettivo giro di vite molto pericoloso ed insidioso nel quale molti cadranno in errore anche in modo incolpevole (purtroppo non incapperanno soltanto i furbetti della circolazione ma anche chi non sia stato a conoscenza di non potere più, incredibilmente, nemmeno fare una prova temporanea dell’auto di un amico straniero)!

Se invece quasi tutto è regolare e cioè se il veicolo con targa estera è regolarmente in leasing o in locazione o in comodato nei casi indicati, ma non c’è il documento probatorio, scatterà la sanzione da 250 a 1.000 euro con fermo del veicolo e con l’obbligo di esibizione di questo documento entro 30 giorni pena la ulteriore sanzione da euro 712 a euro 2.848. Come si vede le sanzioni possono arrivare a valanga!

Quando invece il veicolo con targa estera è stato regolarmente introdotto in Italia, quando vi sono cioè i documenti doganali che provano l’ingresso sul territorio nazionale, la circolazione sarà ancora ammessa per 12 mesi  da quella data ma rimane comunque dubbio che questo veicolo con targa estera possa essere guidato da un residente in Italia da oltre 60 giorni. In questo caso viste le sanzioni terrificanti che potrebbero colpire il conducente è meglio non rischiare fino a quando questo aspetto non sarà definitivamente chiarito.

Trascorsi questi 12 mesi il veicolo dovrà essere riportato all’estero oppure immatricolato in Italia: se questo non avviene scatterà la solita multa da euro 712 a euro 3.560 circa, il fermo del veicolo e la ormai solita confisca dopo altri 180 giorni.

In tutti questi casi la sanzione prevista dovrà anche pagarla il cittadino italiano o lo straniero residente (si tratta di una responsabilità in solido) che ha, a qualunque titolo, la disponibilità del veicolo a meno che non provi che la circolazione del veicolo da parte del conducente è avvenuta contro la sua volontà.

Sono attese nuove istruzioni di applicazione di queste modifiche al Codice della Strada  da parte del Ministero degli Interni e della Motorizzazione Civile dato che le nuove norme restano comunque di difficile applicazione pratica e potenzialmente produttive di evidenti possibili ingiustizie e discriminazioni nel caso di conducenti magari solo non informati o del tutto incolpevoli che guidassero veicoli esteri in modo soltanto occasionale: fino a quando tutto questo non sarà chiarito in modo definitivo i ricorsi al Giudice di Pace o al Prefetto potranno essere validamente presentati e magari positivamente accolti.

Per ora basti dire che le norme non sono state accettate pacificamente da tutti: ad esempio l’ambasciatore rumeno in Italia è già intervenuto chiedendo chiarimenti alle autorità italiane ritenendo possibile la discriminazione dei cittadini rumeni in Italia mentre già vengono indicati su internet i possibili trucchi per evitare le nuove norme e sopratutto è stato già sollevato il dubbio che le nuove norme non siano del tutto compatibili con la normativa comunitaria europea…… seguiremo passo passo l’evolversi della questione e vi terremo informati….

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mastroianni gennaro

sono un cittadino italiano con residenza in francia altre 30 anni, essendo in italia per motivi di lavoro il 08/06/2020 mia moglie che ha la residenza in italia a presa l’auto per una commissione la polizia stradale facendo un controllo gli faceva presente che non poteva guidare un auto con targa straniera, avvisandomi sono arrivato sul posto per dimostrare che… Continua »

Rosario

Sono cittadino italiano ho la residenza in Austria ho comprato auto in Austria ma ho patente italiana posso guidare in Italia per andare a trovare i genitori?

Oslavio

Buongiorno sono rientrato in Italia (causa covid perdita di lavoro) dopo un esperienza di 6 anni in Germania ovviamente al mio rientro ho portato anche la mia auto acquistata con un finanziamento in Germania,il problema sorge che io in italia non posso circolare e non posso neanche reimmatricolare l’auto in quanto in Germania il libretto di circolazione viene rilasciato quando… Continua »

Marly Britto

Sono cittadino italiano e lavoro come autista per Amazon a Londra con il mio furgone, è possibile lavorare per Amazon Treviso con un furgone con targa inglese?

Emilia

Salve sono citadina rumena con la residenza in italia..ho una machina in leasing dal 2017 agosto con scadenza contratto aprile 2022 volevo sapere se posso usare la machina in italia grazie