I motivi per fare ricorso contro una multa del codice della strada

Tutte le possibilità per presentare ricorso contro le multe ricevute per le violazioni del Codice della Strada: indichiamo se si può contestare il verbale presentando ricorso sia al Giudice di Pace sia al Prefetto.

Evidenziamo e ricordiamo subito che se il ricorso viene respinto perché non ci sono motivi e argomenti validi la sanzione può addirittura raddoppiare e potrebbero esserci delle altre spese da pagare o rimborsare.

Da quando è stato introdotto il Giudice di Pace è diventato decisamente più semplice difendersi dalle multe e quindi, una volta ricevuto un verbale con una multa, si è sempre presentato il ricorso.

Il ricorso al Giudice di Pace per le multe era gratuito ed anche se il ricorso non era accolto ed era invece respinto non si subiva praticamente mai la condanna al rimborso delle spese del processo alla controparte, quasi sempre la Pubblica amministrazione.

Da un pò di tempo qualcosa è cambiato perché non soltanto si deve pagare un contributo per presentare ricorso (anche se si può comunque almeno temporaneamente evitare), ma sono stati introdotti vincoli più rigidi per la condanna alle spese alla controparte qualora il ricorso dovesse essere respinto ma anche questo in molti casi avendo motivi validi non accade nemmeno ora.

E’ comunque essenziale, prima di valutare se pagare subito con l’eventuale sconto o presentare ricorso, identificare in quali casi la multa si può non pagare e quando invece, trattandosi di un caso disperato, vale la pena e conviene pagare subito con l’eventuale sconto e chiudere tutto lì.

Quali conseguenze derivano dallo sbagliare il ricorso.

Se dopo avere presentato un ricorso i motivi si rivelano non essere né fondati né comunque validi può derivare la condanna al pagamento di somme più elevate di quanto indicato nel verbale iniziale. Se viene respinto il ricorso al Prefetto vi sarà la condanna al doppio dell’importo che avremmo pagato all’inizio (è obbligatorio per legge, il Prefetto non potrà fare diversamente). Se viene respinto il ricorso al Giudice di Pace quasi sempre la sanzione sarà stabilita nel minimo originario, tranne casi particolari che non ricorrono quasi mai e quindi non perdete niente, ma sarà possibile, solo in alcuni casi che potranno comunque agevolmente essere evitati, dover rimborsare le spese di giudizio alla controparte.

Una volta perso il ricorso e diventato definitivo l’esito se si continua a non pagare la sanzione verrà applicata ogni sei mesi la maggiorazione del 10% e prima o poi verranno applicate le ganasce fiscali disponendosi il fermo amministrativo dell’automobile o del furgone o della motocicletta a suo tempo sanzionata.

Tutto questo preoccupante scenario non impedisce di certo di chiedersi se non sia legittimo e doveroso esaminare con ancora maggiore attenzione se davvero la multa ricevuta debba essere comunque pagata oppure assolutamente no!

Secondo la Pubblica Amministrazione (proprio gli enti che ci hanno appioppato la multa o le multe) la risposta è sempre sìi!

Le norme e le regole di legge valgono anche per la Pubblica Amministrazione, non sono soltanto molto rigorose e implacabili per i cittadini obbligati alla loro osservanza, ma altrettanto rigidamente devono essere osservate dalle istituzioni quando procedono nel punire i cittadini con sanzioni a volte terrificanti e catastrofiche: le norme procedurali quando si tratta di sanzionare il cittadino devono essere rigorosamente osservate ed infatti la maggior parte delle multe sono annullate perché la loro violazione da parte della pubblica amministrazione, quando esposte e contestate con precisione nei motivi di ricorso, conduce pressoché sempre all’accoglimento del ricorso ed all’annullamento dei verbali!

La conseguenza di questo diffuso stato delle cose conduce sovente all’annullamento del verbale e, anche quando l’infrazione è stata davvero commessa, il multato nulla dovrà pagare del verbale ricevuto.

L’annullamento del verbale così ottenuto non potrà essere rimediato con la emissione di un nuovo verbale più preciso osservando meglio la procedura prevista perché i termini per la sua riemissione saranno ormai irrimediabilmente trascorsi ed ormai scaduti.

Interessante vero? Diremmo di sì soprattutto per quei verbali particolarmente odiosi perché emessi per fatti minimi magari incolpevoli al punto da ritenere di esservi incappati soltanto a causa di trappole furbescamente costruite al solo fine di fare incassi favolosi alle spalle degli automobilisti molte volte del tutto incolpevoli….. Procediamo su questa strada con la esposizione dei più rilevanti e validi motivi di ricorso ormai già definiti nelle aule di giustizia con orientamenti dei Giudici di Pace (molto meno da parte dei Prefetti) ormai generalizzati al punto da essere considerati quale giurisprudenza pacifica ed accertata.

Le irregolarità del verbale

E’ il Codice della Strada a stabilire in modo preciso e rigoroso quello che deve contenere il verbale e l’indicazione è assoluta e non è derogabile; nel verbale deve sempre essere indicato:

il giorno, l’ora e il luogo dove la violazione è avvenuta, le generalità e la residenza del trasgressore e, se necessario, l’indicazione del proprietario del mezzo, o del soggetto solidale, gli estremi della patente di guida del conducente, il tipo di veicolo e la targa, la esposizione del fatto e la indicazione di quale sia la norma violata, devono essere inoltre riportate sul verbale le dichiarazioni delle quali il conducente chiede l’inserimento;

i dati dell’agente che redige il verbale anche solo con la indicazione del numero di matricola;

l’autorità competente alla quale presentare l’eventuale ricorso.    

L’assenza anche di uno solo degli elementi sopra indicati, o anche solo la imprecisione può determinare la irregolarità del verbale e, se si verifica una incertezza nella precisa identificazione della infrazione che viene contestata, provocare l’annullamento del verbale con il conseguente venire meno dell’obbligo di pagamento della sanzione.

Quando la notifica del verbale viene effettuata da aziende private

Sono stati moltissimi i ricorsi accolti ed i relativi verbali sono stati annullati soltanto perché la notifica del verbale non è stata effettuata da soggetti validamente autorizzati: soltanto le Poste Italiane e gli Ufficiali Giudiziari possono notificare le multe ma non tutti gli altri enti. Vi sono tuttavia proposte di modifica della norma e non è escluso che in futuro la situazione possa variare.

La notifica del verbale oltre i termini di legge

Il verbale deve essere notificato al proprietario del veicolo entro 90 giorni da quando l’infrazione viene commessa: non rileva per nulla se il verbale è stato redatto con comodo in ufficio in un tempo successivo.

Da ricordare che il termine di 90 giorni inizia a decorrere dal momento in cui l’infrazione è stata commessa e termina alla data di spedizione o invio da parte della pubblica amministrazione: non rileva invece la data successiva del ricevimento da parte del proprietario ma è da quest’ultima data che iniziano a decorrere i termini per inviare o presentare il ricorso al Giudice di Pace, 30 giorni, o al Prefetto, 60 giorni.

Mancata o imprecisa indicazione della violazione contestata

Sul verbale deve essere indicato in modo chiaro e preciso quale è stato il comportamento contestato come irregolare all’automobilista e quale è stata la norma violata. La mancanza o anche solo la indicazione imprecisa o incompleta di qualsiasi di questi elementi, anche di uno soltanto, rende accoglibile il ricorso e conduce all’annullamento del verbale.

Quando manca la data dell’infrazione

Un elemento che conduce al sicuro annullamento del verbale è la mancanza della data dell’infrazione: il ricorso con tale eccezione è sempre stato accolto dal Giudice di Pace senza eccezioni essendo giurisprudenza costante ritenere in questo caso la inevitabile violazione del diritto di difesa del cittadino non essendo per esso possibile sapere con precisione quando e come avrebbe commesso la violazione cosi irregolarmente contestata.

Quando manca il luogo dove l’infrazione è stata commessa

Un altro elemento che conduce al sicuro annullamento del verbale è la mancata o irregolare indicazione del luogo nel quale l’infrazione sarebbe stata commessa l’infrazione anche in questo caso non vi sono dubbi che il verbale verrà annullato presentando ricorso. Il luogo dell’infrazione deve assolutamente essere riportato sul verbale: il ricorso con questa eccezione è sempre stato accolto dal Giudice di Pace senza eccezioni essendo anche in questo caso giurisprudenza costante ritenere la inevitabile violazione del diritto di difesa del cittadino non essendo per esso possibile sapere con precisione dove avrebbe commesso la violazione cosi irregolarmente contestata.

Quando ricorre lo stato di necessità

Quando si è dovuto commettere l’infrazione perchè costretti dalla necessità di salvare altri o anche se stessi da un grave pericolo alla vita o all’incolumità fisica il ricorso ha buone possibilità di essere accolto e il verbale annullato. I casi di questo tipo sono numerosi e diversi tra di loro: si pensi ad esempio a quando si parcheggia malamente per accorrere in ospedale per una urgenza, a quando si supera la velocità per soccorrere persone in stato di necessità, anche il soccorso di animali o il sussistere dei più diversi pericoli (crolli, emergenze di ogni tipo) può rientrare in questa casistica.

Se l’infrazione non è stata immediatamente contestata

Le infrazioni devono essere contestate immediatamente al momento della loro rilevazione e si tratta di un principio fondamentale al quale si può derogare soltanto quando ricorrono i casi che il Codice della Strada prevede espressamente.

Se manca la immediata contestazione dell’infrazione quando invece doveva esserci non c’è null’altro da fare o aggiungere: il ricorso dev’essere accolto e il verbale annullato perché questa mancanza può esserci solo ed esclusivamente quando è espressamente prevista dal Codice della Strada senza eccezione alcuna.

Molti ricorsi devono essere accolti e il verbale annullato per questa semplice inosservanza perché i casi di esonero dalla contestazione immediata sono soltanto quelli espressamente stabiliti e se non ricorrono i casi previsti nulla da fare: il verbale deve essere annullato. I casi di esonero ricorrono soltanto quando la non immediata contestazione è giustificata e prevista dalla legge (ad esempio quando l’auto era in divieto di sosta e il proprietario non era presente, quando il conducente non ha obbedito all’alt e si è allontanato senza fermarsi, perchè il proprietario è stato identificato solo successivamente, quando si supera il limite di velocità ma solo nelle strade stabilite dal Prefetto e in casi simili).

Quando l’infrazione non si poteva evitare

Non si può subire una sanzione quando il fatto commesso non si poteva evitare o perché il fatto è stato commesso senza colpa: in casi come questi il ricorso non può che essere accolto e il verbale annullato. Si pensi ai casi di forza maggiore (ad esempio per un fatto commesso sotto costrizione, minaccia, pericolo, eventi naturali e imprevedibili, comportamento di terzi…..).

Se l’autovelox non è tarato bene e con regolarità

A seguito di una importante sentenza è ormai pacifico e scontato nella giurisprudenza che gli autovelox devono essere costantemente oggetto nel tempo di taratura periodica, devono infatti essere controllati mediante specifica verifica che provi e documenti il loro regolare funzionamento e la precisione nelle rilevazioni. Se il verbale di taratura dell’apparecchio manca oppure è scaduto oppure è irregolare il verbale deve essere annullato presentando ricorso: è infatti molto frequente il caso nel quale la controparte, l’ente che ha emesso il verbale, non esibisce la documentazione completa della taratura (non ci riesce perché molti enti non sono attrezzati per farlo).

Quando la multa arriva dal cosiddetto “ausiliare del traffico”

Quando sono gli ausiliari del traffico a rilevare una infrazione il ricorso è stato quasi sempre accolto e il verbale annullato: gli annullamenti dei verbali sono stati numerosissimi perchè gli ausiliari del traffico possono contestare soltanto multe per le zone a pagamento (strisce blu) se non si è pagato oppure se con la sosta irregolare si impediva l’entrata o l’uscita nella zona a pagamento e null’altro.

Le altre multe possono essere rilevate e contestate soltanto da pubblici ufficiali (polizia, carabinieri, vigili urbani e simili) e da nessun altro.

In moltissimi casi le multe sono state annullate per questo motivo.

Se la segnaletica non si vede bene, è illeggibile o addirittura mancante

Per poter evitare di commettere una infrazione bisogna conoscere il divieto da rispettare ed essere informati della sua presenza sul posto: la segnaletica verticale che prescrive un divieto oppure un comportamento da tenere deve essere chiara ed assolutamente visibile senza errori. Se il cartello non esiste oppure non è facilmente interpretabile o può indurre in errore perchè non è ben esposto, è danneggiato, è nascosto dalle foglie o è coperto da altri cartelli, è troppo piccolo per essere letto con facilità oppure è caduto e simili non c’è alcuno scampo: il ricorso verrà accolto e il verbale annullato.

In tutti questi casi siamo in presenza di una chiara irregolarità formale del verbale e presentare ricorso per farlo annullare è ben di più di un semplice motivo per non pagare la multa: possiamo dire che si tratta del ben più importante esercizio del diritto di difesa del cittadino al quale di questi tempi non possiamo e non dobbiamo rinunciare per nessun motivo!

Rinviamo ai singoli casi di ricorso per l’esame degli specifici motivi sostanziali che si aggiungono a quelli sopra indicati a seconda del tipo di infrazione che viene contestata.

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