Patente a punti: la guida più completa disponibile in rete

Il Codice della Strada italiano, prevede attualmente come principale metodo di deterrenza il sistema denominato dei “punti patente” o “patente a punti“.

A prima vista il suo funzionamento può sembrare molto semplice, ma in realtà, secondo una recente ricerca effettuata da Ipsos/Fondazione Ania, ben il 74% degli automobilisti italiani conosce poco o nulla sull’argomento.

Vuoi sapere tutto, ma proprio tutto, su come funziona la patente a punti?
Ti interessa conoscere i rischi che molti ignorano, ma che incombono su tutti gli automobilisti italiani?
Sei interessato a conoscere quanti punti restano sulla tua patente?
Sei vittima di una sanzione che ritieni ingiusta, hai perso punti patente e vuoi scoprire come non perderli presentando ricorso?

Sei nel posto giusto!

In questa guida troverai tutto quello che è utile conoscere (ed in alcuni casi si deve assolutamente sapere!) per circolare serenamente, salvaguardare la propria patente ed evitare guai inaspettati.

Nello specifico vedremo:

  • come funziona la patente a punti;
  • come conoscere il proprio saldo punti;

…e se hai perso dei punti della tua patente, ti aiuteremo a capire:

  • come recuperare i punti persi;
  • come presentare  il ricorso e non perdere punti.

Sei pronto? Cominciamo!

Normativa sui “punti patente”: cancelliamo ogni dubbio!

La patente a punti è in vigore in Italia dal 2003.

Come già avvenuto in altri paesi questo metodo di deterrenza ha fino ad oggi consentito di riscontrare una certa diminuzione degli incidenti stradali, anche se la reale efficacia è messa in dubbio da molti: quel che è certo è che ha comportato una vera e propria strage di punti patente e di patenti ritirate e sospese!

Il funzionamento della patente a punti è molto semplice: per ogni cittadino in possesso di patente italiana è stata prevista una dotazione iniziale di punti (pari a 20 punti) e l’eventuale successiva decurtazione di tali punti di volta in volta, quando si commettono quelle infrazioni al Codice della Strada che la prevedono.

La dotazione iniziale è di 20 punti patente.

Quali infrazioni causano la perdita dei punti patente? La tabella completa di RicorsoMulta.net

Vediamo ora quali sono le violazioni del Codice della Strada che causano la perdita dei punti patente.

Non tutte le infrazioni prevedono la sottrazione di punti, ma tendenzialmente soltanto quelle che il Codice della Strada reputa le più gravi perché connesse con la sicurezza degli utenti.

Per la precisione è corretto segnalare che esistono però dei casi particolari  in cui i punti vengono sottratti solo con intento esclusivamente sanzionatorio. È il caso, ad esempio, della sanzione per divieto di sosta negli spazi riservati a taxi, autobus e invalidi che prevede la decurtazione di 2 punti.

In relazione a questo argomento, segnaliamo la tabella ufficiale dei punteggi previsti all’art. 126 bis del Codice della Strada.

L’esame di tale tabella può però risultare difficoltoso per il normale utente; inoltre il Codice della Strada viene sovente modificato e non sempre è semplice reperire informazioni aggiornate sull’argomento.

La redazione di RicorsoMulta.net  ha quindi realizzato e mette a disposizione dei propri lettori gratuitamente, una tabella chiarificatrice aggiornata quotidianamente, che riepiloga con la massima completezza tutte le infrazioni possibili, con relativa descrizione e precisa sottrazione di punti prevista.

Consulta ora la Tabella aggiornata delle sanzioni che prevedono sottrazione di punti patente >>

Nel consultare la tabella è opportuno tenere presente che se per le infrazioni più gravi è prevista la decurtazione fino a 10 punti (la metà del punteggio iniziale) è anche frequente il caso in cui si commettono più infrazioni contemporaneamente, con la conseguente decurtazione plurima dei punti e arrivare fino a perdere tutti i punti in una volta sola e restare senza patente per un lungo periodo!

Chi perde i punti? Conducente o proprietario del mezzo?

Quando è entrata in vigore la patente a punti, dopo alcune iniziali incertezze che hanno comportato la sottrazione di punti a carico del proprietario del mezzo, nei casi in cui il conducente rimaneva sconosciuto, la Corte di Cassazione ha posto un punto fermo ed ha stabilito che i punti patente devono essere sottratti sempre e solo al conducente, essendo quest’ultimo l’effettivo responsabile dell’infrazione.

Il caso in cui il conducente non viene identificato è tuttavia piuttosto frequente; basti pensare a tutti i normalissimi casi nei quali la rilevazione dell’infrazione è effettuata senza fermare il veicolo, ad esempio quando si utilizzano sistemi elettronici quali autovelox automatici, telecamere e simili.

In queste situazioni il verbale di infrazione viene notificato inevitabilmente al proprietario.

Quindi per quanto sia stato stabilito che ai proprietari del mezzo (macchina, moto, camion, camper, ecc.) non devono essere sottratti punti patente, per gli stessi la situazione è però paradossalmente addirittura peggiorata.

Infatti se pure ai proprietari non verranno più tolti i punti patente, a costoro la multa verrà comunque sempre notificata per il pagamento della sanzione,  in quanto il loro nominativo verrà ricavato dalla targa, per essi è stato introdotto un nuovo obbligo pesantemente sanzionato consistente nel dover comunicare entro 60 giorni il nominativo con i dati della patente della persona che si trovava alla guida al momento della rilevazione dell’infrazione.

Si tratta di un onere non da poco perchè è stata prevista un’apposita sanzione a carico del proprietario che non comunicasse tali dati: l’ulteriore sanzione (in aggiunta alla sanzione per l’infrazione commessa) parte da un minimo di euro 284 ed arriva ad un massimo di euro 1.133.

Sono importi molto elevati. E pensare che in origine (prima di una successiva diminuzione) la sanzione era addirittura più alta!

Comunica i dati del conducente se non vuoi pagare fino a 1133€!

Come sopra si è detto, quando chi commette un’infrazione che prevede la sottrazione di punti patente non viene identificato al momento della stessa, il verbale verrà inviato a casa del proprietario del mezzo che avrà l’obbligo di comunicare entro 60 giorni, le seguenti informazioni relative all’autore dell’infrazione:

  • dati personali che ne consentano l’identificazione (nome, cognome, data di  nascita, ecc. );
  • dati relativi alla patente di guida (sempre del conducente al momento della commessa violazione.

Il proprietario del mezzo che non comunica i dati patente del conducente deve pagare una seconda sanzione compresa tra 284€ e 1133€.

Se la comunicazione dei dati del conducente viene effettuata nei previsti 60 giorni, verranno sottratti i punti sulla sua patente all’autore della violazione.

Gravi e delicati problemi sorgono però se viene indicato un conducente inesistente oppure un conducente che nulla sa dell’infrazione perchè non era lui alla guida, o che comunque nega la circostanza. Per il proprietario del mezzo questa diventa una situazione decisamente poco gradevole e di difficile gestione.

Se la comunicazione dei dati del conducente non viene effettuata nei previsti 60 giorni verrà inviato un secondo verbale di contestazione al proprietario del veicolo. Attenzione! Molto spesso si commette l’errore di considerare questo verbale nulla più di un richiamo. Si tratta invece di una seconda ulteriore multa! Le sanzioni a questo punto sono due, e l’importo della seconda, potrà variare da un minimo di 284€ fino ad un massimo di 1.133€.
Come si può constatare, si parla di cifre non trascurabili!

A questo punto, se non vi sono elementi validi per presentare ricorso, vi è almeno una parziale buona notizia: a fronte del pagamento del secondo verbale, non è più prevista alcuna decurtazione di punti patente nè ai danni del proprietario del mezzo, nè tantomeno ai danni del conducente, perché chiaramente mai identificato.

A nostro avviso, anche il lettore meno riflessivo potrà dedurre che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio mercato dei punti patente: infatti la normativa vigente consente a tutti di salvare i propri punti effettuando il pagamento di almeno altri 284 euro!

Risulta inoltre decisamente paradossale il fatto che l’importo della sanzione, che di fatto evita la perdita dei punti, non dipende dall’ammontare dei punti che gli automobilisti possono “risparmiare”.

Se si paga quindi la seconda sanzione, che i punti a rischio siano 1 o 10, non fa differenza!

Ne consegue che in alcuni casi, risulterà particolarmente vantaggioso per alcuni automobilisti non comunicare i propri dati, soprattutto se si considera che per molte infrazioni dopo la seconda volta è prevista la sospensione della patente.

Quindi i violatori seriali gravi non comunicheranno mai i dati del conducente, pagheranno la seconda sanzione e conserveranno la patente ad un costo tutto sommato accettabile, se confrontato con il divieto di circolare.

Invece, per chi commette le infrazioni meno gravi (che comportano la perdita di pochi punti) la seconda sanzione risulterà nel concreto più gravosa.

L’anomalia che ne deriva è evidente: i conducenti più indisciplinati e pericolosi, ma più facoltosi pagheranno la seconda sanzione e tutto finirà lì, mentre i meno pericolosi saranno in proporzione più penalizzati perdendo i punti.: un risultato certamente non voluto dalla normativa sui punti patente.

Del tutto singolare risulta poi il caso di quelle persone multate che riterranno vantaggioso comunicare volutamente i dati di un’altra persona o d’intesa con la stessa o del tutto ignara dell’infrazione.

Cosa succede se si perdono tutti i punti patente

Nel caso in cui si perdano tutti i punti verrà disposta la cosiddetta “revisione della patente”, si riceverà un invito a ripetere l’esame di teoria e di pratica della patente entro 30 giorni allo scadere dei quali non sarà più consentita la guida.

Una volta finito l’iter per la revisione della patente con esito positivo verranno riassegnati i 20 punti patente originari, se l’iter degli esami non fosse superato la patente rimarrà sospesa a tempo indeterminato fino al superamento completo delle prove di esame.

Cosa succede ai neopatentati

Sono considerati neopatentati tutti coloro che hanno ottenuto la patente di guida da meno di 3 anni.

Per costoro è prevista la detrazione dei punti patente in misura doppia rispetto agli altri patentati e sono previsti incrementi premiali soltanto di 1 punto all’anno se non si commettono violazioni da punti patente.

Il caso della patente estera

Per i titolari di patente estera che commettano infrazioni sul territorio italiano per le quali dovrebbero perdere punti patente è prevista la registrazione dei loro dati anagrafici in una banca dati nazionale con la annotazione dei punti via via decurtati.

Se nel corso di un anno risultano annotati almeno 20 punti (che al cittadino italiano potrebbero anche provocare la perdita della patente) al titolare verrà inibita la guida di veicoli a motore sul territorio italiano per un periodo di due anni; se i venti punti sono raggiunti in due anni l’inibizione alla guida sarà di un anno; se i venti punti sono raggiunti in tre anni l’inibizione alla guida sarà di sei mesi. Da ricordare che contro il provvedimento di inibizione non è ammesso ricorso. Trattandosi di un atto definitivo, anche se occorrerebbe valutare la costituzionalità di un tale provvedimento quanto meno in relazione alla possibile violazione del diritto di difesa garantito dalla Costituzione, nessun ricorso sarà possibile.

La violazione della inibizione alla guida è sanzionata da euro 1.988 a euro 7.953 e con la ulteriore inibizione alla guida di 4 anni; potrà arrivarsi fino alla confisca del veicolo. Nota bene: la confisca vuol dire che il tuo veicolo non è più tuo perchè diventa di proprietà dello Stato, qualunque sia il suo valore economico o affettivo.

Come verificare i propri punti patente

I metodi migliori per verificare il saldo dei propri punti patente sono:

  • verifica sul portale dell’automobilista;
  • chiamata al numero 848 782 782;
  • utilizzo di applicazioni per smartphone

Se si sono già commesse infrazioni che hanno comportato la perdita di punti patente può essere necessario verificare quanti punti patente si possiedono ancora. Per fare questa verifica il modo più semplice è quello di verificare il punteggio presso il sito del Portale dell’automobilista: www.ilportaledellautomobilista.it

Si tratta di un servizio molto utile messo a disposizione dei cittadini con il quale chi è interessato può verificare il proprio punteggio.

In alternativa e’ possibile verificare il saldo punti chiamando, da telefono fisso, il servizio automatico al numero 848 782 782 attivo 24 ore su 24, al costo di una telefonata urbana.

Si consiglia la registrazione dal sito in quanto la procedura è semplice e davvero alla portata di tutti.

E’ anche possibile installare sul proprio smartphone una delle numerose applicazioni reperibili su Google Play e Apple store per verificare il saldo dei punti, ma la registrazione sul sito rimane al momento la più semplice e immediata.

E’ possibile verificare il saldo punti della propria patente di guida dopo essersi registrati sul Portale dell’Automobilista, oppure chiamando, da telefono fisso, il servizio automatico al n. 848 782 782 attivo 24 ore su 24, al costo di una telefonata urbana

Come recuperare i punti

Come si guadagnano e si recuperano i punti patente

Nel 2003 al momento dell’introduzione della patente a punti ad ogni patente è stato attribuito un punteggio iniziale di 20 punti.

Questo punteggio iniziale viene aumentato di 2 punti ogni due anni a condizione che in tale biennio non si commettano infrazioni con riduzione di punteggio e che il punteggio disponibile sia ancora di 20 punti: tali incrementi sono applicati fino al raggiungimento di un massimo di 30 punti e quindi per cinque volte consecutive pari a 10 anni.

Per chi si trova con meno di 20 punti perchè alcuni punti gli sono stati decurtati (es. 16, 10, 4, ecc) il saldo iniziale di 20 punti viene recuperato se in un biennio non sono state commesse infrazioni che comportano decurtazione di punti.

Per ogni anno dai primi 3 anni dal conseguimento della patente, cioè per i cosiddetti neopatentati, l’incremento del punteggio è di 3 punti complessivi sempre alla condizione che non siano state commesse infrazioni che comportino la decurtazione di punti; deve però essere precisato che per i neopatentati che commettono infrazioni con perdita di punti i punti vengono detratti in misura doppia rispetto a quello previsto dalle singole infrazioni.

Un’opportunità considerata molto utile al fine di recuperare i punti patente, ma sopratutto per evitare di perdere la patente (ed essere quindi obbligati a sostenere nuovamente gli esami di teoria e pratica perchè verrà disposta la cosidetta revisione della patente) se si dovesse esaurire il punteggio è quella della partecipazione ai corsi appositamente predisposti dalle autoscuole autorizzate.
In questo modo si possono recuperare fino a 6 punti per le patenti A e B e fino a 9 punti per le altre patenti cosidette professionali (cat. C, C+E, D, D+E) e per la Carta di Qualificazione del Conducente, meglio conosciuta come patente CQC, obbligatoria per gli autotrasportatori.

I difetti di tali corsi (che nel caso di emergenza da quasi totale perdita dei punti costituiscono comunque l’ultima ancora di salvezza) sono rappresentati dal costo di almeno 100 – 150 euro nelle zone del sud d’Italia, ma anche molto di più al nord e dal tempo che occorre impegnare nel frequentare le lezioni: da almeno 12 ore per le patenti comuni e fino a 20 ore per le patenti professionali.

Deve essere ricordato che a seguito della perdita di tutti i punti patente il malcapitato deve nuovamente rifare l’esame di abilitazione alla guida con tempi e conseguenze ben superiori a quelle dei corsi di recupero!

Quando e come fare ricorso per non perdere punti patente

Quando si riceve a casa un verbale di contestazione per una sanzione che prevede anche la perdita di punti patente si può scegliere se pagare subito la sanzione nel minimo, usufruendo se possibile anche della riduzione del 30%, oppure presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.

Il ricorso può essere presentato soltanto se non si è pagata la sanzione ridotta.  Se invece la sanzione è stata pagata, il ricorso diventa inammissibile per il proprietario del veicolo (avendo pagato la sanzione tutto finisce lì).

Essendo prevista anche la perdita di punti patente (non importa se sia consentito o meno il pagamento in misura ridotta e dato che il conducente non è stato identificato perchè il verbale è arrivato a casa perchè il conducente non è stato fermato quando si è rilevata l’infrazione), il proprietario che ha ricevuto il verbale deve comunicare i dati del conducente e della sua patente entro 60 giorni, pena l’applicazione della seconda sanzione già vista.

Esaminando come non perdere i punti patente rileviamo quindi subito che un modo certo per non perderli consiste nel non comunicare i dati del conducente ed attendere l’arrivo del secondo verbale, e della seconda multa: in questo modo nessuno perderà punti patente, ma il proprietario dovrà pagare una seconda sanzione dell’importo da euro 284,00 ad euro 1.133,00 (con l’aumento del 2,2% dal 1/1/2019).

I ricorsi eventualmente da presentare possono quindi diventare sostanzialmente due: quello presentato dal proprietario che presenta ricorso contro il verbale per non pagare la sanzione e, se era anche il conducente, per non perdere i punti patente e quello presentato dall’effettivo conducente, se era diverso dal proprietario (moglie, figlio, amico, ecc.) il quale potrà presentare ricorso anche solo per non perdere i punti patente nel caso in cui la sanzione principale fosse stata già pagata dal proprietario avendo comunque un interesse personale per non perdere i punti.

E’ importante ricordare che sia nel caso in cui il proprietario paghi subito la sanzione (chiudendo la questione della multa principale) sia che presenti ricorso senza pagare nulla deve sempre comunicare i dati di colui che era alla guida (se stesso oppure un’altra persona) per evitare la seconda rilevante sanzione per omissione di tale comunicazione. Questa seconda sanzione potrà infatti essere ricevuta anche nel caso in cui il ricorso contro il verbale dovesse essere accolto e il verbale annullato!

Quando il conducente viene per cosi dire “denunciato” dal proprietario per essere stato lui alla guida del veicolo al momento della infrazione (mediante la compilazione del modulo allegato al verbale o con una apposita comunicazione), se il conducente indicato sottoscrive anch’egli la comunicazione del proprietario confermando di avere visto il verbale e di essere stato lui alla guida al momento della violazione, in questo caso non importa che la sanzione principale sia stata pagata o meno dal proprietario come obbligato in solido, il conducente può presentare ricorso anche solo a nome proprio per evitare la perdita dei punti patente esponendo i motivi per i quali ritiene ingiusta o errata la contravvenzione e quindi la conseguente decurtazione dei punti patente. In questa ipotesi anche se il conducente vince il ricorso non perderà i punti patente ma la sanzione pagata non verrà rimborsata in nessun caso.

Il ricorso, come dettagliatamente esposto in come presentare ricorso, è uno scritto in carta libera firmato in originale con il quale il ricorrente indica i motivi per i quali il verbale è ingiusto o errato riportando gli estremi del verbale e l’ente che lo ha emesso.

Il ricorso non è consentito nel caso in cui l’infrazione sia prevista come ipotesi di reato perchè in questo caso occorre attendere le decisioni della Procura della Repubblica. E’ però sempre possibile presentare ricorso al Giudice di Pace per chiedere la verifica dei presupposti per la emissione dell’eventuale provvedimento di sospensione della patente emesso dal Prefetto (molto frequente quando è prevista la perdita di punteggio) e della effettiva esistenza degli elementi che giustificano le esigenze cautelari della sospensione.

Il ricorso va presentato od inviato all’organo che ha inviato il verbale (Vigili urbani, Polizia Stradale, Carabinieri) con raccomandata con avviso di ricevimento o direttamente al Prefetto competente per territorio oppure direttamente al Giudice di Pace.

La presentazione del ricorso non sospende l’obbligo di comunicare i dati del conducente eventualmente previsto.

Non è possibile presentare ricorso:

  • quando è avvenuto il pagamento in misura ridotta della somma indicata sul verbale (tranne il caso del ricorso presentato dal conducente sopra indicato);
  • quando sono trascorsi i termini di legge (30 o 60 giorni dalla notifica se al Giudice di Pace o al Prefetto);
  • quando si tratta di una violazione che riveste carattere penale (tranne il caso della verifica dei presupposti e della effettiva esistenza dei fatti sopra indicati);
  • quando si è ricevuto soltanto il preavviso della violazione (si tratta del verbalino che viene trovato sotto il tergicristallo del veicolo) perché non un verbale vero e proprio;
  • quando il verbale non è intestato al ricorrente (tranne il caso del ricorso presentato dal conducente per i motivi sopra indicati).

Sono numerosi e molto importanti i motivi di presentazione del ricorso ed in particolare come esempio:

  • i dati anagrafici del proprietario del veicolo non sono correttamente indicati sul verbale;
  • la notifica del verbale è avvenuta oltre i termini di legge;
  • è assente la indicazione dell’agente che ha accertato la violazione;
  • è assente o è imprecisa l’indicazione della norma violata;
  • è assente o è imprecisa l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della violazione;
  • mancava una segnaletica indispensabile;
  • i fatti si sono svolti in modo diverso da quanto indicato sul verbale;
  • la violazione non è stata contestata subito;
  • la targa del veicolo è errata perchè ad esempio il veicolo in quel momento si trovava altrove (fatto naturalmente da dimostrare con dichiarazione di testimoni o altre prove anche documentali);
  • esistono motivi di giustificazione della violazione (stato di necessità, stato di pericolo e simili);
  • il verbale si riferisce ad un veicolo già venduto a terzi al momento della violazione (in questo caso si può comunicare questa circostanza ma se non arriva subito la risposta positiva presentate comunque il ricorso).

Dopo la presentazione del ricorso non si deve pagare nulla e si deve attendere la risposta del Prefetto, se il ricorso è stato presentato al Prefetto, o la fissazione della udienza del Giudice di Pace, se il ricorso è stato presentato direttamente a quest’ultimo.

Se il Prefetto accoglie il ricorso siete a posto e non perderete i punti e non pagherete la sanzione, se il Prefetto invece respinge il ricorso non tutto è perduto perchè potrete presentare comunque ancora un secondo ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni o 60 giorni se siete residenti all’estero.

Se invece avete presentato direttamente ricorso al Giudice di Pace (e quindi non prima al Prefetto – anche se pare strano è prevista questa doppia possibilità) dovete attendere la data di una udienza che vi verrà comunicata ed alla quale dovrete partecipare di persona o delegando un sostituto per esporre i motivi di ricorso anche soltanto richiamando quelli già esposti nel ricorso presentato.

Si tratta quindi di due possibilità alternative: si può subito presentare ricorso al Giudice di Pace invece che al Prefetto oppure presentare prima ricorso al Prefetto e attendere la risposta di quest’ultimo. Nel primo caso dal Giudice di Pace si ricorre contro il verbale, nel secondo caso si ricorre sempre contro il verbale ma si contesta anche il provvedimento del Prefetto.

E’ importante ricordare che i punti patente non si perdono subito (anche se è stato comunicato chi era il conducente) ma solo quando il verbale di contestazione è definito, vale a dire solo quando:

1 – si è concluso il procedimento del ricorso presentato

2 – sono scaduti i termini di 30 o 60 giorni per la presentazione del ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto e il ricorso non è stato presentato

3 – se prima del ricorso è stata pagata la sanzione (tranne il caso del ricorso presentato solo dal conducente per evitare la perdita dei punti).

Una volta definito il verbale, a procurare la perdita dei punti provvederà l’ente che ha emesso il verbale comunicando all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida i punti da decurtare all’interessato.

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